Coronavirus, vaccino unico contro tutte le varianti
Un vaccino contro tutte le varianti di coronavirus, che potrebbe prevenire anche future pandemie: è un sogno realizzabile, necessario, ma ancora lontano. Un vaccino pancoronavirus, insomma, che consentirebbe di poter neutralizzare ogni mutazione del virus.
Come riporta Fanpage.it, gli scienziati sono a lavoro da tempo su questo ambizioso progetto e in alcuni casi è stata già avviata la sperimentazione clinica, ovvero i test sull'uomo. Tra i vaccini candidati contro tutte le varianti più promettenti vi è lo Spike Ferritin Nanoparticle (o SpFN), sviluppato da ricercatori militari del Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR) e soprannominato “Moonshot”. Il farmaco si basa su una porzione della proteina S o Spike del coronavirus (il dominio di legame del recettore RBD) che viene agganciata a nanoparticelle di ferritina, una proteina che si trova anche nel fegato e nel midollo osseo. Il vaccino è adiuvato con idrossido di alluminio o col composto chiamato Army Liposomal Formulation QS-21 (ALFQ). Testato su macachi cinomolghi, il vaccino universale ha dimostrato di neutralizzare con efficacia il SARS-CoV (il coronavirus responsabile della SARS) e tutte le principali varianti di preoccupazione del SARS-CoV-2, ovvero Alba, Beta, Delta e Omicron, come riportato nello studio “A SARS-CoV-2 ferritin nanoparticle vaccine elicits protective immune responses in nonhuman primates” pubblicato su Science Traslational Medicine. Al momento sono in corso i primi test sull'uomo (trial clinico di Fase 1) per determinare la sicurezza del preparato. Ci vorrà molto tempo prima di vederlo disponibile, ma è indubbiamente uno dei vaccini candidati più ambiziosi.
Un altro progetto interessante è in sviluppo presso i laboratori della Gillings School of Global Public Health dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill. Gli scienziati stanno testando un vaccino Covid a mRNA (la stessa tecnologia alla base del Comirnay di Pfizer e dello Spikevax di Moderna) ma ibrido. La nuova formulazione è pensata infatti per colpire trasversalmente il sottogenere Sarbecovirus, del quale fanno parte sia il SARS-CoV-2 che il SARS-CoV, oltre a patogeni rilevati nei pipistrelli che potrebbero fare il salto di specie (spillover) e innescare una nuova pandemia. Testato su roditori, il vaccino ha indotto una significativa produzione di anticorpi neutralizzanti contro un ampio spettro di proteine S, come rilevato nello studio “Chimeric spike mRNA vaccines protect against Sarbecovirus challenge in mice” pubblicato sull'autorevole rivista Science. Secondo il coautore principale dello studio, il dottor David Martinez, un simile vaccino potrebbe essere in grado di prevenire la diffusione di un ipotetico SARS-CoV-3. I primi test sull'uomo potrebbero iniziare nel corso dell'anno.
