Lo strappo tra l’associazionismo civico e i vertici della sanità vibonese è servito. L’Osservatorio Civico “Cittàattiva”, insieme ad altre realtà del territorio, ha inviato una dettagliata lettera alla Prefetta di Vibo Valentia per esprimere un profondo disappunto sulle procedure adottate dall’ASP per la costituzione del nuovo Comitato Consultivo Aziendale (CCAm).

La missiva, firmata dalle avvocate Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, denuncia quello che viene definito uno «spettacolo già scritto», in cui i comitati indipendenti verrebbero sviliti a meri spettatori di un sistema che limita il pluralismo e la democrazia.

L'Osservatorio punta il dito contro due punti specifici del regolamento approvato dall'Azienda Sanitaria. Viene contestata la scelta di assegnare 3 dei 5 posti disponibili per il Terzo Settore direttamente al Forum, creando — secondo i firmatari — un «monopolio rappresentativo» che esclude di fatto le associazioni che da anni si spendono per il diritto alla salute senza essere iscritte a tale organismo.  Particolarmente contestato anche l'articolo 5, che imporrebbe l'astensione a chiunque abbia promosso azioni giudiziarie contro l'ASP. Per Cittaattiva, questa norma produce un effetto dissuasivo sull'esercizio della tutela giurisdizionale, mirando a «silenziare le voci critiche» proprio su temi caldi come la carenza di anestesisti, la sospensione dei ricoveri in psichiatria e le agende oncologiche.

Nella lettera viene ricordata con amarezza anche la fine del Protocollo d'Intesa per lo sportello "SOS Liste d'Attesa", un servizio gestito dai volontari che, nonostante le rassicurazioni della Commissione Straordinaria, non ha ancora trovato una nuova collocazione operativa. «Anziché favorire il confronto, si comprime la funzione partecipativa», lamentano le legali, evidenziando come la posizione dei comitati sia sempre stata trasparente e orientata esclusivamente alla tutela dell'interesse collettivo.

La conclusione della missiva suona come un aut-aut: senza un intervento correttivo della Prefetta e un incontro chiarificatore, l'Osservatorio e i Comitati non aderiranno all'avviso pubblico per la selezione dei componenti del CCAm. «Non utilizzeremo il nostro tempo per una partecipazione fortemente limitata da clausole incomprensibilmente escludenti», dichiarano i rappresentanti, appellandosi alla massima autorità di Governo sul territorio affinché venga garantita la piena e paritaria partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica sanitaria.