Sabato l'ultimo caso, ma è lungo l'elenco dei randagi e degli abbandoni di cui la "rete" delle volontarie si fa carico in attesa che le Istituzioni e la società facciano la loro parte 

Prima la segnalazione, poi, l'intervento. Ordinarietà per loro che, da una parte all'altra della provincia, corrono in soccorso, a tutte le ore del giorno e della notte. E che siano cuccioli, randagi, cani abbandonati o investiti da qualche auto che neanche si è fermata, le volontarie rispondono sempre presente. Nonostante i pochi mezzi, nonostante non siano in molti. Devono fare i conti con un territorio dove l'abbandono degli animali è all'ordine del giorno. Ma loro ci sono, insieme alle tante persone che di vedere cani e gatti in difficoltà non si rassegnano e provano a fare la loro parte.

L'ultimo caso. Ed è di sabato l'ultimo caso. Un caso del "cuore", due cani che vagavano terrorizzati sulle strade, dal Parco delle rimembranze alla Madonnella. Occhi che parlavano e raccontavano di un'umanità che si è smarrita. Occhi in cerca di aiuto. Forse abbandonati. Ma non tutti si sono voltati dall'altro lato. Perché non ci sono solo incivili a Vibo, così una prima segnalazione era partita dal Parco. Quindi, la ricerca da parte delle volontarie. Ritrovati sabato, bagnati e terrorizzati in località Madonnella, vicino la chiesetta di Sant'Anna. Due casi di abbandono? Non è dato saperlo. Ma loro erano lì terrorizzate, dalle auto, dai rumori, dal ritrovarsi sole senza un perché in mezzo alla strada.

L'sos. Dai social è quindi partita la "rete" di sos delle volontarie. Ci sono Samantha, Paola, Rosita e tante altre che se anche non le conosci, riconosci i nomi sui post dei social che si rincorrono per cercare soluzioni per gli animali. Semplici cittadini, volontarie dell'Enpa ma soprattutto persone umane che non si arrendono. Quante sabato pomeriggio si vedevano lì sulla strada insieme ai due esemplari: un labrador e un pastore tedesco. Lì ferme finché non hanno trovato una casa, uno stallo almeno momentaneo, per le due cucciolone. Nel pomeriggio l'avviso: sono state messe al sicuro.

L'emergenza. Un altro salvataggio, un'altra emergenza rientrata. Tempo di rifiatare e rispondere ad un'altra chiamata. Una dopo l'altra, per i cani in canile che cercano casa, per quelli in strada da mettere al sicuro, per i troppi cuccioli in pericolo, o anche solo per fare ritrovare un cane smarrito ai suoi proprietari. Perché nel Vibonese il meccanismo da qualche parte si è inceppato. Si è inceppato nelle case dove un cucciolo spesso diventa un "gioco". Un regalo da scartare e poi abbandonare. Si è inceppato lì dove manca un canile sanitario provinciale che possa consentire di gestire il fenomeno del randagismo nel modo più opportuno. Intanto ci sono le volontarie e i tanti amanti degli animali. C'è già un'altra chiamata per loro. E per fortuna che ci sono loro. Perché, forse, puliscono la coscienza ai tanti che stanno a guardare, in attesa che qualcuno si prenda la responsabilità di intervenire. Davanti all'ennesimo cucciolo, l'ennesima vittima innocente di un territorio che non riesce più a ritrovarsi. Perché ci sono tante emergenze, tante altre priorità, un cane abbandonato in più che sarà...