La mappa del welfare italiano disegna un Paese spaccato a metà, dove il territorio vibonese occupa una posizione di primo piano per quanto riguarda le prestazioni legate alla disabilità. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, aggiornato al 31 dicembre 2024, Vibo Valentia si piazza al quinto posto nazionale nella classifica delle città con il maggior numero di pensioni di invalidità (sia previdenziali che civili) in rapporto alla popolazione, con un indice di 13,1 ogni 100 abitanti.

Il primato della Calabria e il "sorpasso" del Sud

Vibo non è un caso isolato, ma parte integrante di un sistema regionale che vede la Calabria maglia nera d'Italia: con un’incidenza media del 13,2%, la nostra regione guida la graduatoria nazionale, seguita dalla Puglia. Il dato vibonese si inserisce in un contesto meridionale dove le pensioni di natura civile rappresentano ormai quasi l’80% del totale. Il Mezzogiorno, pur avendo circa 6,6 milioni di abitanti in meno rispetto al Nord, conta oltre mezzo milione di invalidi civili in più, un'asimmetria che riflette fragilità socioeconomiche strutturali e un mercato del lavoro ancora asfittico.

L'ombra dell'addio al Reddito di Cittadinanza

Un elemento di analisi cruciale emerso nel biennio 2022-2024 è l'accelerazione delle prestazioni civili (+7,4%) a fronte del calo di quelle previdenziali. Questa dinamica sembra intrecciarsi con il tramonto del Reddito di cittadinanza. Sebbene non esistano prove di una correlazione diretta, il sospetto dei ricercatori è che, in aree segnate da alta disoccupazione e marginalità come quella vibonese, l'invalidità civile sia diventata per molte famiglie l'unico "paracadute" economico stabile dopo l'introduzione delle più restrittive misure Adi e Sfl.

I costi di un sistema sbilanciato

A livello nazionale, la spesa per l'invalidità ha raggiunto la cifra monstre di 34 miliardi di euro, di cui ben 21 destinati esclusivamente alle prestazioni civili. Quasi la metà di queste risorse (il 46,6%) viene erogata nel Mezzogiorno. In Calabria e nel vibonese, dove l'assegno medio si attesta intorno ai 501 euro mensili, queste cifre rappresentano spesso l'unica difesa contro la povertà estrema in contesti dove il lavoro nero e la mancanza di opportunità continuano a pesare come macigni.