Dopo uno stallo di due anni l'ente regionale dovrebbe ripartire grazie a un'iniezione di fondi destinati alle produzioni sul territorio

Non c’è ancora una data da cerchiare in rosso ma nei corridoi della Regione assicurano che dopo Pasqua la Film Commission Calabria dovrebbe uscire dal pantano, in cui versa da quasi due anni, grazie a una ventata d'ossigeno. Sono molte le produzioni nazionali e internazionali che scalpitano alla frontiera calabra per piantare set e cineprese tra il Pollino e lo Stretto, ma la prolungata assenza di un ente di supporto sta rischiando di dirottare altrove le troupe. Di tempo se n'è perso a sufficienza e questo il governatore lo sa bene. Oliverio, tanto per cominciare, avrebbe messo sul piatto un investimento di un milione di euro da destinare alle produzioni, una somma sufficiente a rimettere le cose a posto (leggi conti in sospeso), ma troppi grattacapi politici stanno allontanando la questione "cinema" dalla cima delle priorità del governatore che nei mesi scorsi, tuttavia, ha manifestato a più riprese l’intenzione di mettere mano all’intricata vicenda con un’iniezione provvidenziale di fondi. Sulla necessità di sancire un bando della presidenza s’è discusso a lungo ma la montagna di debiti, che il carrozzone Film Commission s’è portato dietro, starebbe portando verso la scelta di una guida dirigenziale appoggiata da un team di esperti calabresi del settore pronti a lavorare al minimo sindacale.

Lady Gaga dice no In attesa che i nodi si sciolgano e che la Calabria investa sulla Settima arte, procedono i lavori preliminari per l’ultimo film di Bille August (“La casa degli spiriti”) sulla vita di Gianni Versace (interpretato da Antonio Banderas). I panni di Donatella avrebbe dovuti vestirli Lady Gaga ma la cantante ha da poco declinato l’offerta a causa dei suoi impegni negli States che non le consentirebbero di girare in Calabria. La produzione è già a caccia di una sostituta che potrebbe essere, secondo indiscrezioni, un famosa attrice europea. I casting sono ancora aperti e alla Calabria non serve che una Film Commission che batta il ciak.
alprì