Acquaro, l’abbraccio della 46ª Affrontata: il trionfo della vita nel cuore del borgo (VIDEO)
Domenica di Pasqua nel segno della tradizione: la comunità si ritrova per lo storico incontro tra il Risorto e la Vergine. Un rito che fonde fede incrollabile e profondo senso di appartenenza
Ci sono appuntamenti che il tempo non può scalfire, riti che anno dopo anno rinnovano il patto di fedeltà tra un popolo e le proprie radici. La domenica di Pasqua ad Acquaro si conferma, per la sua 46ª edizione, l’ombelico del mondo per centinaia di acquaresi, residenti e non, accorsi nella centralissima piazza del paese per assistere alla tradizionale Affrontata, l’evento che più di ogni altro definisce l’anima di questo centro del vibonese.
Il cerimoniale, eseguito con una precisione che rasenta la perfezione coreografica, ha visto le statue di Gesù Risorto, della Madonna e di San Giovanni Apostolo solcare le vie principali del paese. Sotto un sole primaverile che sembrava partecipare all'attesa generale, i portantini hanno guidato le effigi verso il momento culminante: il "confronto".
La corsa di San Giovanni, messaggero di speranza tra il Figlio e la Madre, ha scandito il ritmo di una piazza vibrante. Quando il velo nero del lutto è scivolato via dal volto di Maria, rivelando lo splendore del suo abito festoso, un boato di applausi e commozione ha sancito la fine delle tenebre.
Giunta alla soglia del mezzo secolo di storia moderna, l’Affrontata di Acquaro non è solo una manifestazione religiosa. È un atto di riappropriazione culturale, un momento in cui ogni cittadino, residente o emigrato tornato per l'occasione, riconosce se stesso in quei gesti antichi.
Il senso di appartenenza alla comunità è emerso con forza in ogni dettaglio della giornata. Dalla cura degli abiti sacri alla compostezza dei portatori, tutto ad Acquaro parla di una devozione che si fa carne e storia. La Pasqua 2026 scrive così un nuovo capitolo di questo "racconto di popolo", ribadendo che, oltre la liturgia, l'Affrontata resta l'àncora che tiene unito il borgo alle proprie radici più autentiche, trasformando una celebrazione in un potente messaggio di rinascita collettiva.
