Come un fulmine a ciel sereno, le dimissioni di Occhiuto hanno scosso il panorama politico calabrese. Ma dove c’è sconcerto, il centrosinistra intravede una svolta: quella di una regione pronta a cambiare rotta.

"La partita è apertissima. Occhiuto rischia di aver fatto male i calcoli", si vocifera negli ambienti progressisti locali. Le trattative sono già iniziate, con tavoli territoriali in programma nei prossimi giorni.

I numeri rafforzano l’ottimismo: alle Europee 2024 il M5S ha preso il 16,18%, il PD il 15,9%, AVS il 6%, Stati Uniti d’Europa (con +Europa, IV e PSI) il 6%, Azione il 4%. Un’alleanza extra-large supera virtualmente il 49%.

Nel frattempo impazza il toto nomi. In casa M5S circolano quelli della deputata Vittoria Baldino e di Anna Laura Orrico, coordinatrice regionale, che attacca: "Mandiamo i calabresi alle urne come fosse un gioco, un nuovo strumentale calcolo politico. Ennesimo colpo di teatro dettato dalla spregiudicatezza di Occhiuto, che ora si comporta come un monarca rivendicando l’ennesima poltrona".

Nel PD si fanno i nomi del consigliere regionale Ernesto Alecci e del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Da AVS emergono Flavio Stasi, sindaco di Rossano Calabro, e il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo. Ma due figure sembrano capaci di tenere insieme una coalizione ampia: l’eurodeputato M5S Pasquale Tridico e il senatore dem Nicola Irto. Entrambi, però, al momento frenano. I lavori sono appena all’inizio.