Proseguono le indagini sulle cause che hanno condotto alla morte Stefania Signore e dei suoi due bambini ,di 7 e 2 anni, travolti dal fango nella notte del 4 ottobre scorso. Sin dal giorno dopo la terribile alluvione  un pool di tecnici, ingegneri e geologi è stato individuato  per capire perché su quel tratto di strada, contornato da vaste campagne e abbastanza isolato, l’acqua creando un tutt’uno con  fango e detriti, abbia invaso la strada.




Avviate le indagini. La Procura di Lamezia Terme ha aperto un fascicolo  contro ignoti per omicidio colposo plurimo usufruendo delle perizie tecniche degli esperti coadiuvati anche dagli agenti del commissariato e dai militari del Gruppo e della Compagnia carabinieri di Lamezia. Sono stati utilizzati sia per le ricerche del piccolo Nicolò, disperso nelle campagne del lametino per otto giorni, sia per scattare delle istantanee che possano identificare l’origine del punto in cui il terreno ha ceduto gli elicotteri dei vigili del fuoco e anche dei droni. Saranno anche utilizzati  i rilevamenti pluviometrici della zona. L’obiettivo dell’indagine avviata sarebbe proprio quello di comprendere eventuali responsabilità umane nel disastro del 4 ottobre partendo proprio dai canali di scolo straripati. Potrebbe celarsi dietro all’allagamneto del tratto percorso da Stefania Signore una mancata manutenzione dei canali di scolo? Si sarebbe potuta evitare la morte di tre giovani vite? Punti interrogativi ai quali la procura vuole trovare risposta nel più breve tempo possibile. (f.t.)