Sul finire di consiliatura novità sconvolgenti potrebbero turbare l'avvio della campagna elettorale del centrodestra. E c'è chi già pensa al complotto.

Le voci continuano a rincorrersi e a trovare, non soltanto in ambiente giornalistico, le dovute conferme. Nel mese di febbraio, ormai alle porte, un vero e proprio tsunami potrebbe travolgere il Comune di Cosenza, uno dei due capoluoghi di provincia chiamati al voto in primavera. Il finale di consiliatura rischia di essere ad altissima tensione per Mario Occhiuto e per i suoi più stretti collaboratori.

L'ipotesi. Indiscrezioni sempre più insistenti parlano dell'arrivo nel municipio cittadino della Commissione d'accesso agli atti destinata a verificare il modus operandi seguito dall'amministrazione nella commissione di alcuni appalti. Sotto la lente d'ingrandimento anche degli affidamenti diretti e tutto quello che potrebbe essere stato funzionale ad infiltrazioni e condizionamenti da parte della criminalità organizzata.

La nomina di Gentile. La notizia rimbalza, peraltro, a pochi giorni dalla nomina di Antonio Gentile nel Governo Renzi di cui gli Occhiuto, come è risaputo, sono fieri oppositori. L'attuale sottosegretario allo Sviluppo economico è il principale riferimento calabrese di Angelino Alfano che , guarda caso, è il ministro dell'Interno. Ovvero, il numero uno del Viminale da dove le commissioni d'accesso prendono le mosse su input delle Prefetture.  Sebbene le due cose siano distinte e separate, non bisogna dimenticare che dal momento in cui Mario Occhiuto azzardò la sfiducia di Katia Gentile, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici della giunta di centrodestra giunta al potere miracolosamente nella Stalingrado di Calabria, tra le due "potentissime" famiglie calò il gelo ed iniziò una guerra fredda senza esclusione di colpi. Ora c'è chi ipotizza che questo possa essere il momento culminante per dare luogo alla vendetta. D'altronde, "a pensar male si fa peccato - diceva qualcuno - ma spesso ci s'azzecca!"