Nel corso del processo "Rinascita Scott" e che vede alla sbarra i clan vibonesi, giunto quasi in dirittura di arrivo, il pm ha presentato, in riferimento alla posizione di Domenico Cichello, una serie di progressivi diversi da quelli finora oggetto di perizia trascrittiva, adducendo quale motivazione "un mero errore di fatto".

"Si tratta, tuttavia, di un errore - si legge in una nota degli avvocati difensivi - che riguarda decine e decine di intercettazioni". Adesso l'Ufficio di Procura ha chiesto di ascoltare in aula tutta una serie di intercettazioni e la difesa, con gli avvocati Luca Cianferoni e Piero Chiodo, nonché con la collaborazione dell'avvocato Mara Campagnolo, ha chiesto di poter sottoporre queste nuove intercettazioni al proprio consulente, dottor Gabriele Pitzianti.

"Solo nelle prossime settimane proseguono i legali - sapremo come finirà questa vera e propria saga, non essendo francamente spiegabile inspiegabile come abbiano potuto molti testimoni di polizia giudiziaria deporre in aula sotto giuramento, descrivendo i contenuti di intercettazioni mai prima di oggi depositate nel processo dibattimentale ed attribuendo, certo per errore, detti contenuti ad altre intercettazioni. Un rebus insomma, che certo non giova alla chiarezza e, quindi, all' affidabilità della ricostruzione".