I dati, emersi da un'indagine regionale, rilevano un trend positivo. Un milione gli arrivi e 7mln le presenze da gennaio a settembre 2015

di ILARIA LENZA

Gli ultimi anni sono stati per loro un vero inferno: la crisi ha immobilizzato per lungo tempo le attività di settore. E gli operatori turistici calabresi hanno rischiato di non riuscire nemmeno a trovarla la via che porta fuori dal tunnel. Tanti sono stati costretti a chiuder bottega. Altri hanno stretto la cinghia, provando a rimanere in piedi. Ma sono in pochi ad esserne usciti indenni. L'inflessione, infatti, è stata netta: in Calabria, negli anni passati, tra inglesi, russi e francesi, ci si trovava a godere di tante bellezze e poi, d'improvviso, non ci si trovava più, neppure tra italiani. L'effetto, questo, di una crisi senza precedenti, che pare stia per avere il suo epilogo. Gli sforzi di chi ha resistito, dunque, potrebbero ricevere presto la giusta ricompensa. Perché la notizia è fresca, freschissima... una vera boccata d'ossigeno per il turismo calabrese. Il settore ha infatti finalmente incrociato un trend positivo: aumentano gli arrivi e pure le presenze sul territorio regionale, addirittura in controtendenza rispetto a quanto avviene su scala nazionale. Parola del governatore Mario oliverio, che, in piena Bit a Milano, annuncia una ripresa.

calabria_turismoL'indagine. "Il Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi" è un'indagine condotta dal Sistema informativo turistico per conto dell'Istat, che con cadenza mensile analizza i flussi turistici del territorio, suddividendoli per comune, tipologia di struttura, arrivi, partenze e luogo di provenienza. Dati, questi, raccolti nell'arco dei primi nove mesi dell'anno appena passato e confrontati con quelli relativi allo stesso periodo dell'anno ancora precedente. Ne è venuto fuori che tra gennaio e settembre del 2015 in Calabria ci sono stati oltre 1 milione di arrivi e più di 7 milioni di presenze, molti in movimento dal Paese, altri, in modo minore, in arrivo dall'estero. In buona sostanza, i turisti giunti in Calabria nel periodo di riferimento sono italiani per un solido 83 per cento e solo per il 17 per cento stranieri. E rispetto al 2014, nel 2015, gli arrivi sono aumentanti di 6 punti percentuali, di 4 le presenze. Il che si traduce in un maggiore flusso in entrata, abbinato ad un periodo di permanenza più breve. Allungano il soggiorno, in particolare, i turisti stranieri. Ma anche in questo caso dall'indagine sono emerse delle differenze. In Calabria, infatti, è stimato in calo il turismo russo, svedese e spagnolo, controbilanciato dall'aumento di israeliani, australiani, polacchi e inglesi. Stranieri e italiani, comunque, continuano a prediligere spostamenti stagionali, e luglio, in tal senso, è senza dubbio il mese con la miglior performance (+11 per cento gli arrivi, +8 per cento le presenze).

Scilla_castello_RuffoIl turismo "costiero". Resta imbattuto, anche nel 2015, il turismo costiero: ben 7 milioni le presenze registrate sulle due coste nei mesi del 2015 in esame, il 93 per cento circa dell'intero periodo. Numeri importanti per il turismo calabrese, che cambiano però da un territorio all'altro. A piazzarsi in prima posizione è la provincia di Cosenza, che detiene il 35 per cento delle presenze totali. Nonostante la sua estensione il centro cosentino ha sbaragliato la concorrenza, pure la turistica provincia di Vibo Valentia, che le sta appena dietro, in seconda posizione con un buon 28 per cento. La peggiore, in considerazione della sua "vocazione turistica", secondo l'indagine regionale, è Reggio calabria, con una quota ritenuta piuttosto "piccola" del mercato di settore.

Il booking. Flussi turistici a parte, dai dati rilevati su scala regionale, emerge anche la tendenza, sempre più consistente, a ricorrere a sistemi di prenotazione on-line. Il fenomeno del "booking" è molto utilizzato e addirittura si stima che, nel 2015, circa il 25 per cento del turismo americano abbia fatto ricorso a questa nuova metodologia. Le ragioni sono semplici quanto immediate: le prenotazioni on-line consentono di personalizzare al massimo l'esperienza di viaggio, che viene così costruita "su misura". Il turista moderno cerca nella sua esperienza di viaggio "2.0" condivisione, conoscenza diretta dei luoghi da visitare e contatto con un mondo in cui di questi tempi è vietato restare fermi dentro i propri confini.