Vibo, Costa al primo tagliando: e la rivoluzione burocratica? Roba da comizi elettorali
La nuova macrostruttura dell'ente rafforza chi era stato messo sulla graticola prima del voto quando sembrava in arrivo uno tsunami sugli uffici municipali
Pochi giorni alla scadenza del primo anno di mandato per l'amministrazione comunale di Vibo Valentia. Dodici mesi nei quali i cittadini hanno atteso che si realizzasse almeno qualcuno degli annunci-spot da campagna elettorale, a cominciare da quella rivoluzione burocratica che sembra, oggi più che nel recente passato, un miraggio.
I dardi da campagna elettorale. Quella burocrazia all’indirizzo della quale l’attuale capo dell’amministrazione lanciava strali pesantissimi durante i suoi ultimi comizi ha continuato, infatti, a fare il bello e il cattivo tempo senza alcun ostacolo. Il tutto in barba alle solite inutili promesse. Come dimenticare gli anatemi di Costa nelle sue ultime uscite pubbliche che, a poche ore dall’apertura dei seggi, sembravano suonare come il De profundis per qualche dirigente di lungo corso. "Valorizzeremo le competenze dentro il palazzo comunale ed eviteremo - tuonava – l’accentramento di mansioni e di potere su pochi dirigenti". Ipse dixit!

La macrostruttura. Ebbene, a quasi un anno di distanza il sindaco, con il sostegno incondizionato di una Giunta silente come poche volte nella storia della città degli ultimi lustri, ha varato la nuova macrostruttura dell’ente, attribuendo sei settori su nove ad un unico dirigente, ovvero la dott.ssa Adriana Teti. Colei che era apparsa, per via dei riferimenti più o meno espliciti, il destinatario principale dello tsunami che avrebbe dovuto, se non travolgere, quantomeno ridimensionare la burocrazia del palazzo comunale. Invece, quegli “avvertimenti” sono rimasti tali. E Adriana Teti gestirà – in attesa forse dell’arrivo di un dirigente esterno a costo zero – le Politiche sociali, il Welfare, la Sanità, la Cultura, il Turismo, la Pubblica istruzione, le Infrastrutture, la Protezione civile, l’Ambiente, il Commercio, il Bilancio, i Tributi. E chi più ne ha più ne metta!

La giunta silente. Il sindaco così ha deciso. E l’esecutivo lo ha prontamente assecondato. Con ogni probabilità, il dirigente è riuscito a convincere il capo dell’esecutivo della bontà del proprio operato. Eppure, per incompatibilità con gli uffici e il dirigente, Elio Costa aveva dovuto rinunciare, alla fine dello scorso anno, all’assessore all’Ambiente Vincenzo De Filippis, dimessosi con un pretesto e senza alzare i toni, almeno in pubblico, dopo aver constatato l’impossibilità di dialogarvi. E qualche giorno più tardi, in coincidenza con l’Epifania aveva dovuto subire i pesantissimi affondi di un altro componente della sua Giunta, l’assessore ai Servizi Telematici Bruno Cutrì, suo (ex) uomo di fiducia. Quest’ultimo, pur senza fare espliciti riferimenti a chicchessia, aveva parlato di una "lucidissima politica di sottosviluppo programmato", facendo riferimento al dialogo difficilissimo e agli scontri ripetuti con i vertici della burocrazia comunale alla quale era apparso sin dai primi momento come "un rompiscatole". Perché "se gli apparati informatici e telematici non funzionano – aveva ammonito Cutrì - voglio puntualizzare che non si tratta di un problema tecnico ma organizzativo. Mi spiego: c'è chi pretende che dei tributi, come di un altro settore, non si sappia nulla".

Le tensioni dell'Epifania. Stretto in un angolo, il capo dell’esecutivo, a quel punto, aveva invitato il suo assessore a denunciare. Come se quelle pesantissime affermazioni alla Gazzetta del Sud non costituissero già una denuncia. Cutrì era sembrato ad un passo dall’essere messo alla porta. Poi, il … chiarimento. Ed di nuovo uno strano silenzio protrattosi per qualche mese. Il tempo di pensare alla nuova macrostruttura, figlia di una logica vecchia ma non ancora superata.
