Rinascita Scott e narcotraffico, dal carcere ai domiciliari un giovane di Briatico
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza del gip distrettuale dell'11 giugno 2020, nell'ambito del secondo troncone dell'operazione Rinascita Scott, nei confronti di Francesco Romano, 34 anni di Briatico. Il giudice ha sostituito la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari. La misura cautelare era stata applicata a Francesco Romano per il reato di partecipazione ad associazione dedita al narcotraffico, aggravata dall'agevolazione della cosca di 'ndrangheta degli Accorinti.
La tesi della difesa: singoli episodi, nessuna associazione. All'udienza camerale del 14 luglio gli avvocati Giuseppe Bagnato e Adele Villone, difensori dell'indagato, hanno sollevato il difetto di motivazione nell'ordinanza che applicava la misura cautelare. Secondo la tesi difensiva non era infatti adeguatamente motivata in merito alla partecipazione all'associazione criminale, in quanto - hanno sostenuto i legali - il gip ha ritenuto sussistente la condotta partecipativa come conseguenza automatica della gravità indiziaria relativa ai reati contestati, ossia "singoli episodi" di cessione di stupefacenti, sebbene per gli stessi non abbia applicato alcuna misura.
Mancanza dell'aggravante mafiosa. La difesa ha inoltre sostenuto l'insussistenza della contestata aggravante mafiosa sulla base del dato secondo cui era stato lo stesso gip distrettuale che - nella prima ordinanza del 12 dicembre - aveva escluso, con riferimento a Francesco Romano, la sussistenza della gravità indiziaria in ordine al reato di partecipazione all'associazione 'ndranghetistica.
