Traffico di cocaina dal Sudamerica alla Calabria, un business da 100 milioni di euro
La Finanza ha disarticolato un'organizzazione composta da soggetti vicini alle famiglie di 'ndrangheta della piana di Gioia Tauro. Tra i fermati c'è Michele Bellocco
di MIMMO FAMULARO
Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha disarticolato una presunta organizzazione criminale dedita all'importazione di cocaina dal Sudamerica. Diciotto i fermi eseguiti dalle Fiamme Gialle e oltre 300 i chilogrammi di droga sequestrata.
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Business da 100 milioni di euro. L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione rilevanti perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che dei mancati guadagni: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 100 milioni di euro.
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Operazione "Gerry". In azione alle prime luce dell'alba sono entrati oltre 150 finanzieri che hanno operato con l'ausilio di unità Antiterrorismo Pronto impiego, di unità cinofile e della componente aerea del Corpo. I fermi sono stati eseguiti, insieme a numerose perquisizioni, tra la Calabria e la Toscana. Le indagini hanno consentito di disarticolare un’organizzazione estremamente complessa, composta da soggetti vicini a diversi sodalizi criminali riconducibili alle famiglie Bellocco di Rosarno, Molè-Piromalli di Gioia Tauro, Avignone di Taurianova e Paviglianiti, quest’ultima attiva sul versante jonico reggino. "Questa indagine dimostra l'intelligenza strategica della 'ndrangheta che ha delocalizzato i propri affari dal Porto di Gioia Tauro a quello di Livorno, mostrando come la 'ndrangheta jonica e quella tirrenica si muovono e fanno affari insieme" ha detto il Procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho. In particolare, tra i soggetti fermati, compare anche Michele Bellocco, accusato del coinvolgimento nell’importazione di centinaia di chili di cocaina dal Sudamerica. Durante il blitz, ormai braccato dai finanzieri, ha tentato di fuggire scappando sul tetto ma è stato immediatamente bloccato. Due dei fermati (Marco e Domenico Arcuri) sono tra l'altro cognati di Bellocco.
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Il sequestro. Le scrupolose indagini della Guardia di Finanza hanno consentito di dimostrare, ancora una volta, come i clan calabresi siano in grado di contrattare, direttamente con i “Cartelli Sudamericani”, l’acquisto di grosse partite di stupefacenti.
Difatti, nel corso dell’operazione, i militari hanno sottoposto a sequestro presso il porto di Livorno 300 kg di cocaina e circa 17 kg di codeina, riuscendo, poi, a ricostruire un’ulteriore importazione di narcotico pari a 57 chilogrammi di cocaina, oltre ai numerosi altri tentativi di importazione non andati a buon fine. Ma la consorteria non si limitava alla sola redditizia cocaina. Le indagini avrebbero provato come i sodali riuscivano ad ottenere lauti guadagni anche dalla compravendita di importanti partite di marijuana e hashish.
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