Gli sbarchi a Vibo Marina sono ormai un ricordo lontano, ma il business che ruota intorno all'accoglienza dei migranti prosegue ed è gestito da diverse associazioni e cooperative. Il punto è che adesso il Comune di Vibo punta a svuotare questi centri con il trasferimento dei minori stranieri non accompagnati in Sicilia. Dinnanzi a quest'eventualità i responsabili di alcune delle principali coop presenti sul territorio sono subito corsi ai ripari nel tentativo di ritardare quanto meno la partenza dei baby-migranti.

In Comune. Così nella giornata di ieri a palazzo "Luigi Razza" si sono presentati il sindaco di Capistrano Marco Martino per la "San Giovanni Bosco", Azzurra Pelaggi per l'associazione "Da donna a donna" e Giuseppe Di Sì per "Calabria futura". La dirigente Adriana Teti è infatti in procinto di vergare un provvedimento con il quale verrebbero destinati negli Sprar, ovvero, nei centri di seconda accoglienza, come da prassi, i minori stranieri non accompagnati. D'altronde, finita l'emergenza questa sarebbe la strada da percorrere. Le cooperative, avrebbero richiesto, invece, al primo cittadino Elio Costa di far slittare la partenza dei baby-migranti, allo scopo di consentire, in un territorio ad altissima disoccupazione, ai lavoratori di guadagnarsi da vivere per qualche mese ancora. Istanze, trapelate tra i corridoi del palazzo cittadino e raccolte a quanto pare raccolte dall'Amministrazione, sebbene ad essere decisivo pare debba essere un incontro chiesto dai presidenti delle Cooperative con il prefetto.


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La determina. Allungare di qualche mese significherebbe non poco. Come è ben noto, infatti, intorno alla gestione dei migranti, specie quando si tratta di minori stranieri non accompagnati, le risorse a disposizione non sono proprio noccioline. E vanno a rimpinguare notevolmente le casse dei centri d'accoglienza. La conferma arriva proprio da una determina, sottoscritta dalla dirigente Adriana Teti, con la quale il Comune registrava pochi giorni addietro, una somma pari a circa 1,8 milioni di euro, solo per l'ultimo trimestre dello scorso anno. Quattrini assegnati dalla Prefettura dopo le opportune verifiche (le richieste erano state di 2,2 milioni) ai centri d'accoglienza gestiti dalle rispettive cooperative.

La mappa del business. In questi casi sono i numeri a dare l'idea del business. Ebbene, la Cooperativa Sud per l'Europa, che gestisce quattro centri d'accoglienza ha ottenuto 500mila euro, ripartiti tra quattro centri d'accoglienza; 331.425 euro sono andati all'associazione Onlus “Da Donna a Donna” che gestisce tre centri, uno a Joppolo, uno a Filadelfia ed uno a Mileto: alla Cooperativa “Monteleone Servizi” sono arrivati 116.235 euro; alla Calabria Futura, 270.810 euro. Risorse significative pure per la San Giovanni Bosco, ai cui centri d'accoglienza sono andati in tutto 198.317 mila euro; 223.110 euro li ha avuti l'impresa Euroservice. Infine, 207.090 euro sono sono finiti alla Cooperativa sociale Onlus San Sebastiano che gestisce un centro d'accoglienza a Ricadi. Il tutto per un totale di 1.847.702,24 euro solo per un trimestre.