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Si chiude con due assoluzioni definitive il processo “Pecunia non olet”, nato da un’inchiesta della Procura di Catanzaro su presunti illeciti fiscali e ambientali legati alla gestione della discarica di Alli. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza d’Appello, scagionando l’imprenditore veneziano Stefano Gavioli e il commercialista Paolo Bellamio, accusati di associazione a delinquere e reati tributari.

I giudici di piazza Cavour hanno accolto i ricorsi delle difese, riconoscendo la prevalenza dell’innocenza ai sensi dell’articolo 129 comma 2 del codice di procedura penale, superando così la precedente declaratoria di prescrizione. Per entrambi viene meno ogni addebito legato alla presunta ideazione di operazioni commerciali fittizie e a ipotesi di sottrazione fraudolenta d’imposta.

L’indagine, avviata nel 2011, si era sviluppata in più fasi con sequestri per oltre 90 milioni di euro, il blocco dell’impianto di Alli e misure cautelari nei confronti di diversi soggetti legati alla società Enertech, gestore della discarica.

Con la decisione definitiva della Cassazione, il procedimento si conclude senza condanne, chiudendo una delle più rilevanti inchieste in materia ambientale e fiscale nel territorio catanzarese.