Se il calendario liturgico dice che San Leoluca si festeggia il primo marzo, l'amminstrazione comunale guidata da Enzo Romeo e l’incuria vibonese hanno deciso, unilateralmente, di concedere il bis. Senza processioni, senza banda e senza fedeli, s’intende. Solo con le transenne.
​Ieri la città ha celebrato il suo Patrono, ma oggi la piazza che porta il nome del Santo si è svegliata con un retrogusto amaro: quello del metallo abbandonato. Piazza San Leoluca si presenta oggi come un monumento alla desolazione. Le transenne, che ieri servivano a disciplinare il flusso dei devoti, oggi sono lì, inutili e sbilenche, a sbarrare il passo al nulla. Dimenticate, come un giocattolo rotto dopo Natale.
​"Forse aspettano che le transenne camminino da sole fino al deposito", commenta un residente. L'ironia, a Vibo, è l'unico ammortizzatore rimasto contro l'abbandono. C’è chi scherza sul fatto che il Comune voglia istituire la "Settimana del transennamento permanente" e chi, invece, guarda quelle strutture tubolari come l’ennesima prova di una sciatteria diventata norma.
​Ma dietro il sorriso amaro dei passanti c’è una rabbia sorda, che sa di rassegnazione. Non è solo questione di decoro urbano, lasciare una piazza centrale in queste condizioni all’indomani della festa più importante della città è il biglietto da visita di una gestione che si ferma all'apparenza e scivola via sulla logistica minima.