Si chiude con un pesante bilancio di condanne il processo con rito abbreviato nato dall'operazione antimafia "Artemis I", l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha colpito un presunto sistema criminale attivo tra il Lametino e il Vibonese.

Il giudice per l'udienza preliminare Roberta Cafiero ha condannato 31 imputati, assolvendo altre due persone. Le pene inflitte sfiorano complessivamente i tre secoli di reclusione, con condanne comprese tra i 20 anni e un anno e quattro mesi.

L'indagine, condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, aveva portato nel novembre 2024 a un vasto blitz contro un'organizzazione ritenuta riconducibile alla cosca Cracolici di Maierato, accusata di esercitare il controllo di numerose attività economiche, in particolare nel settore boschivo, oltre che del traffico di droga e di numerose altre attività illecite tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia.

Tra i reati contestati figurano associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, concorrenza illecita, corruzione, favoreggiamento, incendio, ricettazione, falso e violazioni della normativa sulle armi.

Le condanne più severe sono state inflitte al presunto vertice del sodalizio, Domenico Cracolici, e al luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Pulice, all'epoca comandante della stazione di Maida, entrambi condannati a 20 anni di reclusione. Secondo l'accusa, il militare avrebbe favorito l'organizzazione mafiosa attraverso rivelazioni di informazioni riservate, protezione delle attività criminali e altri comportamenti contestati dalla Dda.

L'inchiesta rappresenta uno dei principali filoni investigativi sviluppati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro negli ultimi anni. Parallelamente, il procedimento prosegue anche nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito ordinario, mentre lo scorso giugno è scattata una nuova fase investigativa con l'operazione "Artemis II", culminata nell'esecuzione di ulteriori misure cautelari.

Le condanne

Domenico Cracolici: 20 anni

Vincenzo Pulice: 20 anni

Simone Caruso: 20 anni

Fabio Vescio: 20 anni

Salvatore Iannelli: 14 anni, 10 mesi e 20 giorni

Daniel Costa: 14 anni

Matteo Cracolici: 13 anni e 8 mesi

Giuseppe Cracolici (figlio di Domenico): 13 anni e 6 mesi

Francesco Cimino: 12 anni, 8 mesi e 10 giorni

Antonino Saffioti: 12 anni e 8 mesi

Bruno Cappellano: 12 anni e 4 mesi

Giuseppe Saffioti: 11 anni e 6 mesi

Antonio Cimino: 11 anni, 8 mesi e 30 giorni

Moreno Mastantuono: 11 anni e 4 mesi

Luigi Cutrì: 10 anni e 10 mesi

Salvatore Cimino: 9 anni, 6 mesi e 20 giorni

Francesco Catalano: 5 anni

Giovambattista De Sarro: 4 anni e 8 mesi

Antonio Pagliuso: 4 anni e 8 mesi

Alessandro Ruga: 4 anni e 2 mesi

Massimo Stella: 3 anni

Bruno Bertucci: 2 anni e 10 mesi

Domenico Gianluigi Bonali: 2 anni e 10 mesi

Giuseppe Cracolici (figlio di Renato): 2 anni e 8 mesi

Antonio Guadagnuolo: 2 anni e 8 mesi

Alessandro Guerrieri: 2 anni e 8 mesi

Renato Mazza: 2 anni e 8 mesi

Francesco Paolillo: 2 anni e 8 mesi

Bruno Regio: 2 anni e 8 mesi

Giuseppe Schipani: 2 anni e 8 mesi

Loredana Cracolici: 2 anni

Carlo Schipani: 1 anno e 4 mesi

Le assoluzioni

Il giudice ha assolto Antonio Giampà, detto "Mongoletto", e Tommaso Manfreda, per i quali la Procura distrettuale antimafia aveva comunque chiesto la condanna.