'Ndrangheta, pioggia di condanne: inflitti quasi 300 anni di carcere (NOMI)
Il gup di Catanzaro ha pronunciato la sentenza nei confronti di 33 imputati: 31 condanne e due assoluzioni. Vent'anni al presunto boss Domenico Cracolici e al luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Pulice
Si chiude con un pesante bilancio di condanne il processo con rito abbreviato nato dall'operazione antimafia "Artemis I", l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha colpito un presunto sistema criminale attivo tra il Lametino e il Vibonese.
Il giudice per l'udienza preliminare Roberta Cafiero ha condannato 31 imputati, assolvendo altre due persone. Le pene inflitte sfiorano complessivamente i tre secoli di reclusione, con condanne comprese tra i 20 anni e un anno e quattro mesi.
L'indagine, condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, aveva portato nel novembre 2024 a un vasto blitz contro un'organizzazione ritenuta riconducibile alla cosca Cracolici di Maierato, accusata di esercitare il controllo di numerose attività economiche, in particolare nel settore boschivo, oltre che del traffico di droga e di numerose altre attività illecite tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia.
Tra i reati contestati figurano associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, concorrenza illecita, corruzione, favoreggiamento, incendio, ricettazione, falso e violazioni della normativa sulle armi.
Le condanne più severe sono state inflitte al presunto vertice del sodalizio, Domenico Cracolici, e al luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Pulice, all'epoca comandante della stazione di Maida, entrambi condannati a 20 anni di reclusione. Secondo l'accusa, il militare avrebbe favorito l'organizzazione mafiosa attraverso rivelazioni di informazioni riservate, protezione delle attività criminali e altri comportamenti contestati dalla Dda.
L'inchiesta rappresenta uno dei principali filoni investigativi sviluppati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro negli ultimi anni. Parallelamente, il procedimento prosegue anche nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito ordinario, mentre lo scorso giugno è scattata una nuova fase investigativa con l'operazione "Artemis II", culminata nell'esecuzione di ulteriori misure cautelari.
Le condanne
Domenico Cracolici: 20 anni
Vincenzo Pulice: 20 anni
Simone Caruso: 20 anni
Fabio Vescio: 20 anni
Salvatore Iannelli: 14 anni, 10 mesi e 20 giorni
Daniel Costa: 14 anni
Matteo Cracolici: 13 anni e 8 mesi
Giuseppe Cracolici (figlio di Domenico): 13 anni e 6 mesi
Francesco Cimino: 12 anni, 8 mesi e 10 giorni
Antonino Saffioti: 12 anni e 8 mesi
Bruno Cappellano: 12 anni e 4 mesi
Giuseppe Saffioti: 11 anni e 6 mesi
Antonio Cimino: 11 anni, 8 mesi e 30 giorni
Moreno Mastantuono: 11 anni e 4 mesi
Luigi Cutrì: 10 anni e 10 mesi
Salvatore Cimino: 9 anni, 6 mesi e 20 giorni
Francesco Catalano: 5 anni
Giovambattista De Sarro: 4 anni e 8 mesi
Antonio Pagliuso: 4 anni e 8 mesi
Alessandro Ruga: 4 anni e 2 mesi
Massimo Stella: 3 anni
Bruno Bertucci: 2 anni e 10 mesi
Domenico Gianluigi Bonali: 2 anni e 10 mesi
Giuseppe Cracolici (figlio di Renato): 2 anni e 8 mesi
Antonio Guadagnuolo: 2 anni e 8 mesi
Alessandro Guerrieri: 2 anni e 8 mesi
Renato Mazza: 2 anni e 8 mesi
Francesco Paolillo: 2 anni e 8 mesi
Bruno Regio: 2 anni e 8 mesi
Giuseppe Schipani: 2 anni e 8 mesi
Loredana Cracolici: 2 anni
Carlo Schipani: 1 anno e 4 mesi
Le assoluzioni
Il giudice ha assolto Antonio Giampà, detto "Mongoletto", e Tommaso Manfreda, per i quali la Procura distrettuale antimafia aveva comunque chiesto la condanna.
