Governo, inizia l'era del Conte-bis. Il calabrese Minniti successore di Salvini al Viminale?
L'era del Conte-bis è iniziata. Il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito al premier dimissionario l'incarico di formare il governo. Giuseppe Conte si è riservato di accettare. La comunicazione, come da prassi, è arrivata dal segretario generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti al termine dell'incontro tra Conte e il Capo dello Stato. Il colloquio tra Mattarella e Conte è durato circa un'ora. Conte è entrato al Quirinale alle 9,30 e alle 10,29 Zampetti è uscito in sala stampa per la comunicazione.
Il discorso di Conte. "Oggi stesso avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari", ha esordito Conte nel suo discorso. "All'esito del confronto mi dedicherò alla stesura del programma con le forze politiche che hanno espresso il sostegno e che ringrazio". "Non sarà un governo 'contro' - ha continuato il premier incaricato - ma un governo per modernizzare il Paese e per i cittadini. Realizzerò un governo nel segno della novità, è quello che richiedono anche le forze politiche". Conte ha fatto riferimento tra l'altro alle criticità legate alla congiuntura economica e alla necessità di procedere speditamente alla formazione del governo. "E' un momento delicato, l'economia globale sta rallentando, ci separano poche settimane dall'inizio della sessione di bilancio. Dobbiamo metterci subito al lavoro per una manovra che eviti l'aumento dell'Iva". L'Italia "deve essere un Paese di riferimento nella protezione delle persone con disabilità, che non lasci che i giovani si disperdano con esperienze all'esterno ma che sia un paese attraente per giovaniche sono all'estero, che veda un Mezzogiorno rigoglioso. Un Paese nel quale la pubblica amministrazione non sia permeabile alla corruzione, un Paese con una giustizia più equa ed efficiente dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno", sono gli obiettivi di Conte.
Un calabrese verso il Viminale. Intanto è iniziato il toto-ministro e c'è grande interesse soprattutto per capire chi sostituirà al ministero dell'Interno Matteo Salvini. Il pole position c'è il suo predecessore, ovvero Marco Minniti che piace all'ala centrista del governo giallorosso, decisamente meno a quella di sinistra che punterebbe sull'ex procuratore antimafia Piero Grasso. Il terzo incomodo è rappresentato dall'attuale capo della Polizia Franco Gabrielli che piace a Matteo Renzi. Ma fra le ipotesi possibili, anche quello del prefetto Mario Morcone, braccio destro del ministro Minniti nella gestione degli sbarchi. Il nome di Minniti resiste nella rosa dei candidati a ricoprire la casella di ministro dell'Interno e per il politico reggino si tratterebbe di un ritorno avendo ricoperto la carica tra il 2016 e il 2018 sotto il Governo Gentiloni. Si tratterebbe di un incarico particolarmente delicato nell’economia dell’esecutivo, considerato che sono stati già lanciati segnali di voglia di discontinuità da parte del Partito Democratico rispetto alle politiche leghiste che hanno partorito il decreto sicurezza e portato avanti la strategia dei porti chiusi alle Ong. Lo stesso Minniti, tuttavia, pur non avendo mancato di criticare in maniera forte la condotta di Salvini, si era speso negli anni del suo impegno al Ministero per limitare i forti flussi migratori provenienti dalla Libia.
