I borghi antichi e la selvaggia bellezza dell’Aspromonte
L’Aspromonte è una destinazione perfetta per chi vuole concedersi un periodo di relax a contatto con la natura, ma senza rinunciare a momenti culturali e di scoperta di tradizioni e folkore. Dalle visite ai borghi alle passeggiate all’interno dell’omonimo parco, passando per le soste panoramiche durante cui ammirare lo spettacolo del mare che incontra la montagna, questa zona della Calabria ha le carte in regola per conquistare tutti: scopriamo come.
Quali borghi visitare in Aspromonte per scoprirne storia e tradizioni
Un itinerario guidato nell’Aspromonte è forse il modo migliore per scoprire un territorio che, oltre a essere molto vasto: si estende fin quasi alla punta estrema della Calabria, ha visto stratificarsi secoli di storia e popolazioni diverse. I segni delle ultime sono visibili soprattutto nei borghi dell’Aspromonte. A Gallacianò, una frazione di Condofuri (Reggio Calabria), per esempio si riconosce ancora l’originale impianto da città greca nell’intricato reticolo di strade strette ed edifici bassi e bianchi uno addossato all’altro. Nel borgo, che non a caso è conosciuto come il paese più greco d’Italia, i pochi abitanti continuano per altro a parlare il griko: un antico dialetto derivato dal greco bizantino. Gerace, uno dei borghi più famosi dell’Aspromonte e da anni nella classifica dei borghi più belli d’Italia, ha origini medievali e dell’impianto tipico della città medievale conserva oggi soprattutto l’ingresso: avviene dalla Porta del Sole, su cui sono incisi simboli e leggende antiche. A Bova si conservano soprattutto antiche tradizioni come quelle contadine osservabili percorrendo a piedi il cosiddetto Sentiero della Civiltà Contadina che si snoda tra i vicoli del paese e quelle di una festa a metà tra il sacro e il profano che si tiene durante la Domenica delle Palme e che con la processione delle Persefoni di Bova (o Pupazze) celebra il passaggio dalla morte alla vita. Al contrario di quanto potrebbe pensare chi non conosce bene la zona, infatti, l’Aspromonte continua a essere piuttosto vivo dal punto di vista culturale. Durante l’anno si svolgono manifestazioni molto attese dagli abitanti – e non solo – come la ciaspolata collettiva quando cade la prima neve e l’estate di Santo Stefano col suo ricco programma di appuntamenti musicali e d’intrattenimento.
Dove fare trekking in Aspromonte immersi nella natura
La natura rimane, certo, la protagonista di una vacanza in Aspromonte che, non a caso, è una meta piuttosto in voga tra gli appassionati di trekking, hiking, birdwatching e altre attività outdoor. I sentieri migliori per fare trekking in Aspromonte sono, va da sé, quelli del Parco Nazionale che con i suoi oltre 80 mila ettari di espansione garantisce alternative adatte a tutte le esigenze, quelle dei principianti e dei camminatori amatoriali e quelle dei più esperti di cammini e sentieri. Tra i percorsi più belli per immergersi nel verde e ammirare i paesaggi mozzafiato della zona ci sono il Cammino del brigante, il Sentiero dei Greci e il Sentiero dell’inglese. Con un’escursione di media durata si raggiungono anche le Cascate dell’Amendolea, uno dei luoghi simbolo dell’Aspromonte. Visitando questo portale, potrete trovare diverse proposte di viaggi organizzati in Calabria e non solo, per scoprire in modo semplice e sicuro alcuni dei luoghi più meravigliosi del bel paese.
Aspromonte: itinerari di gusto
Non c’è niente di meglio per riprendersi da una lunga passeggiata nel verde di assaggiare la cucina tipica dell’Aspromonte, specie se servita da locande e osterie come una volta. Capocolli, soppressate, salsicce e naturalmente la nduja sono tra le specialità della zona. Ormai quasi impossibile da trovare in commercio è il tradizionale formaggio di capra lavorato secondo la tradizione greca. Il primo piatto più casereccio, che ancora viene servito invece nei locali della zona, è quello dei maccheroni fatti in casa e conditi con sugo fresco a base di pomodoro e carne di maiale (o più raramente manzo o capra).
