La viabilità colabrodo, in città e sull’intero provinciale, fra transenne per “salvare” gli automobilisti dalle voragini e dai crateri che si aprono nei posti meno attesi non rappresenta l’unico pericolo da evitare. C’è di peggio perché anche laddove i lavori vengono interrotti, parzialmente conclusi, lasciati in sospeso in attesa che qualcuno provveda (ed in qualche circostanza ci pensa la natura), le situazioni di pericolo rimangono intatte. Accade un po’ ovunque nel Vibonese.

Tanto che segnalare una situazione di pericolo piuttosto che un’altra, in alcuni casi sembra superfluo. C’è però un cantiere (non è chiaro se presente, passato o permanente) che incute particolare paura nei viaggiatori. Specie in quelli che, nelle ore serali se non addirittura notturne, dalla città capoluogo, tramite la Strada statale 606, più volgarmente definita strada panoramica, conduce dal capoluogo allo svincolo autostradale A2 di Sant’Onofrio, passando attraverso la rotonda che conduce verso il carcere e permette di scendere nella zona-monte del centro abitato di Sant’Onofrio e Stefanaconi, l’area della cosiddetta Morsillara. Ebbene, da diversi mesi, dopo l’esecuzione dei lavori estivi, nel corso dei quali era stato istituito –si immagina dalla Provincia –il senso unico alternato lungo l’arteria (strada provinciale 4) che cola a picco sul centro abitato, che la strada è priva di protezioni. Le immagini possono testimoniare la presenza ancora di barriere in plastica, tutt’altro che rafforzate, al di sotto delle quali c’è il precipizio, un burrone. Da qui la preoccupazione di decine di cittadini, lesti a riferire come in diverse circostanze, complice il buio, si siano ritrovati a pochi centimetri dal bordo della strada, al momento priva di protezione.

“Quanto dovremo attendere –spiegano alla Gazzetta del Sud diversi residenti –prima di vedere le protezioni adeguate al posto dei paletti che sorreggono una barriera in plastica? Sappiamo bene che qualcuno pagherebbe a caro prezzo un eventuale incidente in tali condizioni, ma a noi poco ne tornerebbe indietro, se a rimetterci le penne fosse uno dei nostri figli”. D’altronde, si attende da mesi che qualcuno metta mano lungo una strada che peraltro, in quella zona, risulta poco o per nulla illuminata e dove il pericolo corre davvero veloce. Strada, peraltro, lasciata nel più assoluto degrado con spazzatura e rovi che sorgono ai bordi, dove sono stati ammassati dagli effetti delle prime piogge autunnali. Eppure, da lì si accede a due centri abitati, quelli di Stefanaconi e Sant’Onofrio che in totale fanno quasi seimila abitanti. Il traffico, pertanto, è abbastanza sostenuto e la necessità di posizionare il guardrail altrettanto immediata. Si muoverà qualcuno prima o poi? O tutto cadrà nuovamente nel silenzio?!