E' prevista per il prossimo 22 maggio, dinanzi al gup di Vibo Valentia, l'udienza preliminare per 11 imputati e un'azienda finiti nel calderone di una inchiesta, coordinata dalla Procura di Vibo e dai carabinieri, su un presunto smaltimento illecito di rifiuti, nell'ambito della gestione della frazione indifferenziata, della "EcoTriparni", che opera -come scrive stamane il Quotidiano del Sud - presso lo stabilimento situato a Vibo Valentia in località Zona Industriale-Aeroporto e che utilizza altresì un terreno con annesso capannone acquisito dal Comune di Vibo Valentia ubicato in località "Badia Falcone".
Il processo è stato chiesto per Giuseppe Chiaramonte, 66 anni, di Triparni, amministratore della “Eco Triparni srl”, risultano indagate persone organiche alla medesima azienda: Francesco Chiaramonte, 34 anni, di Filogaso, comproprietario; Danilo Chiaramonte, 31 anni, di Triparni, dipendente; Fabio Chiaramonte, 22 anni, di Triparni, addetto alla raccolta di materiali riciclabili; Ivan Castagna, 36 anni, di Vena Superiore, operaio e autista; Domenico Mangone, 36 anni, di Vibo Valentia, operaio; Vincenzo Crudo, 30 anni, operaio e autista; Antonino Stuppia, 91 anni, di Vibo, rappresentante dell’impresa Termotecnica Sas di Stuppia in liquidazione; Sergio Bevilacqua, 43 anni, di Gioia Tauro, intestatario di un autocarro; Raffaele Galati, 39 anni, di San Costantino Calabro, amministratore unico di Europa Sud srl; Angelo Sorrentino, 64 anni, intestatario di un autocarro.
Il collegio di difesa degli indagati, infine, è costituito dagli avvocati Giovanni Vecchio, Pamela Tassone, Tommaso Zavaglia, Antonio Pasqua, Patrizia Surace, Tiziana Barillaro, Giuseppe Cutrullà e Daniela Garisto.