Ucciso a fucilate e bruciato nelle campagne di Nicotera, padre e figlio restano in carcere
Restano in carcere Francesco ed Ezio Perfidio, padre e figlio, entrambi di Nicotera ed accusati dell'omicidio di Stefano Piperno, il 34enne trovato carbonizzato nella sua auto nelle campagne di Preitoni. Così ha deciso il Tribunale del Riesame presieduto da Giuseppe Valea che ha comunque accolto in parte le argomentazioni della difesa rappresentata dall'avvocato Francesco Sabatino annullando uno dei capi dell'imputazione contestati a Francesco Perfidio ed escludendo quindi la gravità indiziaria in ordine al concorso nell'omicidio del giovane.
Restano in carcere. I giudici, pur annullando la condotta più grave nei confronti del padre (residuano le condotte di occultamento e distruzione di cadavere), hanno mantenuto per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere riservandosi 45 giorni per la motivazione. Allo stato non si conoscono le motivazioni del Tribunale del Riesame, ma la difesa rappresentata dall’avvocato Francesco Sabatino ha mirato in particolare a contestare la ricostruzione degli eventi della Procura attraverso l’acquisizione di telecamere, nonché attraverso la trascrizione di conversazioni ritenute anche favorevoli alla difesa.
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