'Ndrangheta, latitante arrestato nel Vibonese: il profilo di Francesco Maiolo (VIDEO)
Era ricercato dal settembre dello scorso anno quando aveva rotto il "braccialetto elettronico" scappando dagli arresti domiciliari
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Aveva rotto il braccialetto elettronico che portava ed era evaso così dagli arresti domiciliari. Ad essere attivamente ricercato dalle forze dell’ordine era Francesco Maiolo, 37 anni, di Acquaro, per il quale la Cassazione il 15 settembre 2015 ha confermato una condanna definitiva per associazione mafiosa a 2 anni e 6 mesi quale componente dell’omonimo clan di Acquaro, nel Vibonese, finito al centro dell’operazione antimafia “Luce nei boschi”.
Prima che la sentenza del processo per mafia che lo vedeva coinvolto andasse definitiva con il pronunciamento della Cassazione, Maiolo aveva però eluso i controlli e dopo essersi disfatto del braccialetto elettronico si era reso irreperibile. E' stato catturato oggi, a casa della cognata, dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, diretti dal capitano Mattia Ivano Losciale, e dai militari dell'Arma della Stazione di Arena diretti dal maresciallo Carmine Napolitano. Di Francesco Maiolo quale capo dell'omonimo clan, dopo la scomparsa del padre Rocco e dello zio Antonio per "lupara bianca", aveva parlato anche il pentito Enzo Taverniti di Ariola di Gerocarne, cugino dello stesso Maiolo. (g.b.)
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