Ospite del Festival del Sud, davanti a studenti e istituzioni, il magistrato Nicola Gratteri ha messo in luce le strategie delle mafie contemporanee. “Non si nascondono più: cercano visibilità e consenso”, spiega, sfruttando eventi pubblici, squadre sportive e gesti di “beneficenza”. Oggi il palcoscenico si sposta online: Facebook e TikTok diventano canali di propaganda e reclutamento, dove il lusso e il potere attirano giovani fragili e senza prospettive.

"La gerarchia criminale resta netta: i mandanti evitano di sporcare le mani, mentre gli esecutori finiscono in carcere. Ma la lotta non è solo repressiva: prevenzione sociale, cultura, lavoro e formazione sono gli strumenti più efficaci per costruire anticorpi contro il reclutamento". Controlli mirati come le telecamere vengono indicati come misure semplici e concrete.

"Il territorio, connesso al mondo attraverso il dark web e le criptovalute, richiede visione e tecnologia. Il messaggio del magistrato è chiaro: i giovani devono diventare protagonisti, le comunità attive, e la legalità va costruita ogni giorno con cultura, lavoro e dignità", ha concluso Gratteri.