Il presidente Oliverio ha preso la parola durante l'assemblea del Pd: "Dobbiamo fare una discussione franca tra di noi che deve darci la bussola"

"Se semplifichiamo la lettura dei dati elettorali commettiamo un grave errore". Lo ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio intervenendo alla direzione regionale del Partito democratico a Lamezia Terme. "Credo - ha aggiunto Oliverio - che la portata di questo voto, calabrese e nazionale, non può non essere il frutto di una serie di fattori. Il voto non segna solo una sconfitta del Pd ma anche la vittoria di movimenti populisti e per questo l'analisi non può essere semplicistica. Il voto calabrese deve essere letto anche in questo quadro. Con il voto a ottobre 2014 a Reggio e poi a novembre 2014 alla Regione, dove abbiamo superato ampiamente il 60 per cento, abbiamo avuto un risultato. A distanza di cinque mesi non abbiamo conquistato Vibo e Lamezia. Infine perdiamo a Crotone e Cosenza. Indubbiamente - ha affermato il governatore - c'è un dato regionale ma ci sono anche specificità che non si possono assolutamente sottacere. Se semplifichiamo la lettura dei dati elettorali commettiamo un grave errore. Tutti noi sappiamo come sono andate le cose a Crotone e Cosenza, a partire dalle candidature e dalle condizioni sociali in cui in queste città si è votato. A Cosenza ricordo la vicenda della Provincia di Cosenza con Occhiuto presidente anche per il trasversalismo di parte del Pd". Oliverio ha quindi aggiunto: "Dobbiamo fare una discussione franca tra di noi che deve darci la bussola. Quando abbiamo assunto la guida della Regione sapevamo delle difficoltà che incontravamo e del sistema di potere degenerato che abbiamo trovato al nostro insediamento: la sfida che noi abbiamo davanti è da far tremare i polsi, perché bisogna rompere questo sistema di potere e mettere in campo una proposta per fare uscire la Calabria da questo sistema. Abbiamo lavorato per costruire questo percorso accelerando sulla programmazione comunitaria, sul riordino della struttura della Regione e degli enti sub-regionali, con eliminazione di alcuni e il commissariamento di altri. C'è anche un programma per sbloccare le grandi opere ed è stata avviata una forte interlocuzione con il governo nazionale. Tutto questo deve essere un motivo di confronto politico e non solo atti amministrativi".

Il presidente della Regione si è poi soffermato sul tema della sanità che - ha osservato - "è un punto cruciale. Il problema non è uno scontro di potere, non è - lo ripeto - trasferire il potere dai commissari a Oliverio, sia ben chiaro. Il problema sono i dati negativi del settore a tutti evidenti che si scaricano su di noi. Questo richiede un'azione forte e una risposta adeguata. Non sono un "Masaniello" nè un grillino ma un uomo di partito e so - ha riferito ancora Oliverio - che bisogna avere senso di responsabilità: mi sono fermato alla polemica ma non basta più, assieme bisogna vedere come trovare una risposta netta e urgente sul terreno della sanità".

Quanto al Pd, Oliverio ha detto di "condividere la proposta di un'assemblea regionale a fine luglio come seminario organizzativo ma anche come occasione per mettere a punto un'azione di governo da parte del partito, perché se il maggiore partito di governo in Calabria non ha una visione politica saremo travolti sempre dalle emergenze. La sfida è determinare un nuovo rapporto tra l'istituzione regionale e tutte le articolazioni della società calabrese e i suoi territori. In questo ultimo periodo abbiamo semplificato la vicenda del partito riducendola al gruppo dirigente e all'assemblea, ma la vicenda del partito è il territorio. Il problema che abbiamo noi è quello di ripartire dai territori e questo segnala l'esigenza di una selezione dei gruppi dirigenti. L'assillo non è quello di vincere alla Regione tra tre anni ma di dare risposte ai calabresi e su questo terreno dobbiamo misurarci e impegnarci: vedo una destra che balbetta dimenticando che la situazione è stata creata da loro e movimenti che cavalcano i problemi, contro di loro il Pd deve stare in campo con un progetto e una capacità politica di governo". L'ultimo passaggio del suo intervento Oliverio l'ha riservato al referendum costituzionale di ottobre: "Bisogna allargare il più possibile senza perdere di vista che ci potrebbero essere precipitazioni politiche di diversa natura per cui prepariamoci, lavoriamo per i problemi dei cittadini e manteniamo il Pd protagonista di questi processi". (AGI)