Amministrative in Calabria, due i candidati "impresentabili" secondo l'Antimafia
Sono due i candidati calabresi alle elezioni comunali del 7 giugno definiti "impresentabili" dalla Commissione parlamentare antimafia. Si tratta di Alessandro Codispoti a San Sostene e di Carmelo Bagnato a Scalea.
In Provincia di Catanzaro, a San Sostene, nella relazione della commissione parlamentare Antimafia sulle elezioni comunali figura Alessandro Codispoti, presente nella lista civica "Legalità e libertà" con candidatura a sindaco di Fera Domenico. Codispoti, si legge nella relazione, è "attualmente sottoposto a procedimento penale" per "detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti al fine di cessione a terzi" ed è stato già condannato in primo grado, "con sentenza emessa dal tribunale di Catanzaro il 4 luglio 2014" a cinque anni di reclusione e 35 mila euro di multa. La Corte di appello di Catanzaro, con decisione del 18 maggio 2016, "ha parzialmente riformato la sentenza di condanna, assolvendo Codispoti dai reati in materia di armi per non aver commesso i fatti, rideterminando quindi la pena in quattro anni di reclusione e 30 mila euro di multa per il reato in materia di stupefacenti, confermando infine la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. La condizione di Codispoti - conclude la relazione dell'Antimafia - potrebbe rientrare, in caso di elezione, nell'ipotesi di sospensione e decadenza di diritto prevista dall'articolo 11, comma 1, lettera a) della legge Severino, avendo riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati dall'articolo 10 comma 1 lettera a) della stessa legge (articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990)".
A Scalea, in provincia di Cosenza, il candidato indicato nella relazione della commissione Antimafia come impresentabile è Carmelo Bagnato, dal cui certificato del casellario giudiziale - scrive l'Antimafia nella relazione sulle elezioni comunali di domenica - "risulta una sentenza di condanna a due anni di reclusione emessa dalla Corte di Appello di Perugia il 3 dicembre 2010, irrevocabile il 19 aprile 2011 per il reato di cui all'art. 216 comma 1 n. 1, R.D. 16\3\1942 n. 267 (bancarotta fraudolenta)". (AGI)
