A Vibo la presentazione del movimento  dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e di Fausto Orsomarso, da parte dei rappresentanti territoriali Giuseppe Scianò e Francesco Bevilacqua

di TONINO FORTUNA

A volte... si riuniscono e magari ritornano. Il bisogno di rimettere in gioco la destra ha spinto dirigenti più o meno giovani nuovamente al dialogo. Ne è venuto fuori un soggetto nuovo che non nasconde le proprie ambizioni: Azione nazionale. Intorno allo stesso tavolo quasi tutti i vecchi colonnelli di An, Alemanno e Storace in testa. Con un obiettivo chiaro: ridare un'anima ad una coalizione vittima dei personalismi e dell'astensionismo. Un'occasione ghiotta in una fase in cui Forza Italia implode e manca una vera alternativa al governo Renzi che non sia il leghista Matteo Salvini.

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L'incontro. Queste i temi  affrontati a Vibo Valentia ieri nel corso di un incontro al quale ha partecipato l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Al suo fianco Franco Bevilacqua, Fausto Orsomarso, portavoce nazionale del movimento e  Pino Scianò. "Abbiamo scelto di ripartire da qui - ha affermato l'ex assessore al Bilancio della giunta D'Agostino - dopo una sconfitta, alle ultime amministrative, che è andata ben al di là dei nostri demeriti che pure c'erano". Tre i punti da cui ricominciare: valori, primarie e congressi perchè non è più accettabile che i dirigenti vengano nominati". Parole che hanno trovato pieno conforto nelle affermazioni di Fausto Orsomarso che ha posto alcuni paletti: "Non intendiamo fondare l'ennesimo partitino a uso e consumo di chi deve mantenere una postazione - ha asserito - Questa è un'associazione che vuole ragionare sulla ricostruzione della destra in un centrodestra autorevole". Poi ha rammentato come ormai da decenni il "Mezzogiorno sia scomparso dall'agenda di governo".

L'obiettivo. L'intento di "unire e non di dividere" è stato ribadito da Gianni Alemanno, lesto a ribadire come la politica debba ripartire "dal basso, affidando attraverso le primarie la rappresentanza al territorio. Non possono decidere le candidature tre persone - ha tuonato il sindaco di Roma polemizzando con la triade Berlusconi-Salvini-Meloni". Parole che hanno raccolto il consenso di una sala gremita, nella quale hanno fatto capolino tanti esponenti politici del territorio. Dall'ex consigliere regionale Salvatore Bulzomì, all'ex sindaco del capoluogo Nicola D'Agostino, passando per il suo vice Pasquale La Gamba. Non è mancato un riferimento a Scopelliti da parte di Orsomarso. Con riferimento al "comportamento esemplare di chi si è dimesso dopo la condanna ed ora prova a rimettersi in gioco da militante, in una destra che intende a ritornare ai valori delle proprie origini:  Dio, patria e famiglia".