Nessun chiarimento sul crono programma da parte del delegato alla sanità. Il Consiglio comunale approva l'odg del Pd. Via libera all'istituzione di una task force

Non ci sono tempi certi sulla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Neppure il delegato del governatore Mario Oliverio è stato in grado di offrirli. Nella seduta-fiume dell'assemblea di palazzo "Luigi Razza", Franco Pacenza si è limitato a puntualizzare dettagli alcuni dei quali già contenuti nella richiesta di ordine del giorno. A sollevare la questione era stato, infatti,  il Partito democratico che aveva presentato che aveva proposto di aprire il dibattito alla presenza di tutti gli attori del territorio. E le presenze non sono mancate. Tre dei quattro consiglieri regionali, rappresentanti sindacali, l'ordine dei medici, il dg dell'Asp sono giunti nell'aula di palazzo "Luigi Razza".

L'intervento dell'esperto. A loro si è rivolto il consulente della Cittadella in materia di Sanità, colui che in mancanza del commissariamento avrebbe fatto da assessore. "Sono qui  - ha evidenziato Pacenza - in rappresentanza del presidente Oliverio, che non è scappato, ma si trova a Milano per un impegno programmato da mesi. Il governatore è una persona abituata ad ascoltare i territori e non ha una visione partigiana dei fatti. Il presidente mi ha delegato a partecipare a questa discussione. Il nodo del nuovo ospedale di Vibo parte da un percorso fatto di momenti drammatici. Il sito che qualcuno mette in discussione non è stato indicato dalla Regione ma dal Comune. E il problema idrogeologico non nasce adesso, ben cinque amministrazioni regionali si sono succedute. Il 25 novembre 2010 venne fatto un investimento su nuovo Accordo di programma quadro di un milione e mezzo per sistemare il fosso Calzona. L'obbligo di predisporre il progetto definitivo ed esecutivo spettava al concessionario e non alla Regione. Il bando di gara prevedeva che si procedesse con la sottoscrizione di un protocollo di legalità. Il concessionario di Vibo lo ha sottoscritto in Prefettura e il Rup ha dato l'autorizzazione per l'avvio del provvedimento. A giugno scorso si è arrivati alla Conferenza dei servizi: solo allora si è capito che prima di procedere bisognava sistemare le opere complementari al progetto esecutivo. Il percorso è stato accelerato, sono stati messi in moto un milione e mezzo di euro per il fosso precedentemente detto, attendiamo che il ministero dell'Ambiente li assegni e si è messa mano alla viabilità. Pochi minuti fa si è conclusa la riunione tra concessionario e Asp per alcuni accertamenti sul progetto".

La discussione. Il dibattito ha registrato una diversità di posizioni. A proporre l'odg è stato Giovanni Russo. L'esponente del Pd ha ribadito come serva un impegno serio della Regione per il nuovo ospedale. Tempi certi per una struttura nuova di contrasto alla migrazione sanitaria. Un nuovo ospedale, non semplice maquillage culturale, non un'operazione immobiliare, ma servizi adeguati al territorio".  Dopo un inciso del presidente del Consiglio Stefano Luciano: " La cittadinanza  - ha evidenziato - ha pagato e continua a pagare questi ritardi", è stata la volta di Giuseppe Mangialavori.  "Vogliamo certezze  - ha sottolineato il coordinatore provinciale di Forza Italia  -  nella consapevolezza che non siamo più disposti a subire quello che il territorio da tempo subisce. Vogliamo onestà intellettuale:  diteci se l'ospedale si deve fare o no. Medici e paramedici sono degli eroi,  i cittadini rischiano la vita. Viviamo in un territorio difficile, non siamo più disposti a sentire sciocchezze".

Botta e risposta. A stretto giro di posta la replica di Michelangelo Mirabello: "E' una partita che tutti vogliamo vincere. Daremo certezze ai territori. Stimoliamo una reale discussione, non per parlarne a vuoto ma per fare realmente chiarezza. Le scelte in passato sono state affidate a società che hanno sbagliato le analisi del sito, ma l'ospedale a questo punto lo si deve realizzare lo stesso. Proveremo a mettere in piedi un crono-programma che sia credibile. In quell'area esiste il problema dei metalli pesanti, ci sono diverse criticità innegabili ma andremo avanti".  A fare eco alle parole di Mirabello, Vincenzo Pasqua che ha difeso il governatore Mario Oliverio dagli strali lanciati dall'opposizione.

Le sigle sindacali. Critici, ma propositivi nel contempo i rappresentanti sindacali: "I cittadini stentano a capire. Dati macroscopici evidenziano quanto questa città e i suoi cittadini non abbiano condizioni alla pari degli altri calabresi per i livelli di assistenza minimi. Non abbiamo nemmeno la metà del rapporto dei posti letto rispetto al resto della regione. L'incidenza dell'ospedalità privata - ha sostenuto Gino De Nardo della Cigl -  a Crotone è data a 28 milioni, a Vibo a 3. Questo territorio ha bisogno di convergere in tempi celeri per la realizzazione dell'ospedale". E Sergio Pititto ( Cisl) ha colto l'occasione per rammentare come  "Una nuova opera può dare ossigeno anche rispetto al disagio socioeconomico del Vibonese".

Lo sfogo. Parola poi ai medici. Furioso Michele Soriano: "Non so di cosa Mirabello e Pacenza siano venuti a parlare. E' vero che è stata predisposta una nuova perizia idrogeologica? Se così è, perché si era parlato di febbraio come periodo di inizio dei lavori? Sapevamo che il sito sarebbe stato idoneo con delle prescrizioni. Speriamo che ci sia petrolio invece dei metalli pesanti..." Meno esplicito, ma ugualmente diretto Antonio Lo Schiavo: "Si rischia di non centrare il cuore del problema. Abbassiamo il livello della retorica. Diciamo le cose con chiarezza: La politica sanitaria regionale ha portato al declino la sanità vibonese a vantaggio di altre realtà".

Il centrodestra. Chari gli ammonimenti della maggioranza.  "L'ospedale è una priorità assoluta  - è stato il monito di Alfredo Lo Bianco - dai proclami si passi ai fatti". "A Vibo 330 posti letto in meno - ha proseguito Gregorio Polistina -  i vibonesi sono stanchi di emigrare".

"L'ospedale si deve fare e si farà - ha confermato Carmela Valia -  anche per merito di Pietro Giamborino che ha seguito l'iter sin dal 2006. La realtà dell'attuale ospedale la conosciamo tutti bene. I nostri consiglieri regionali al di là delle diatribe devono mettersi una mano sulla coscienza, sono tutti responsabili: Pacenza parla di fatti, ne sono sicura".

Ha affondato il coltello nella piaga Francescantonio Tedesco dei Liberali per Vibo: "Aspettiamo che si posi la terza pietra. Oliverio ha detto che l'avrebbe posata a febbraio. Non è chiaro se siamo al preliminare o alla progettazione esecutiva. Così l'ospedale non lo faremo mai. Serve una task force per fare cosa? Non ci sono dati geologici, non ci sono caratterizzazioni del suolo: ci stiamo prendendo in giro, l'ospedale si farà altrove non qua". E Lorenzo Lombardo ha chiosato: "Il problema rimane sempre lo stesso. L'ospedale forse si costruirà ma il problema reale è questo: non possiamo continuare a prendere in giro i vibonesi. Guardiamo in faccia i cittadini. Un gruppo politico chiama in causa il gruppo del suo stesso colore e le risposte date non corrispondono all'ordine del giorno da voi stessi presentato. Si chiedeva la convocazione inderogabile del presidente Oliverio che invece ha delegato Pacenza".

 Alla fine  l'ordine del giorno è stato approvato con 24 voti favorevoli nessun astenuto e nessun contrario.