L'incremento dell'occupazione, la lotta alla povertà, la rincorsa allo sviluppo che nel Meridione e su questo territorio sembra essersi fermato. E sul piano politico, lo scontro a muso duro con un governatore che si comporta da “padre-padrone, facendo venir meno l'azione del partito”. Il tutto mentre “le liste, anche nel Vibonese, si formano nei bar e nelle pizzerie, mancando i luoghi della discussione democratica, cioè le sezioni”.

Ad una settimana dal voto - scrive stamane la Gazzetta del Sud - il congresso provinciale del Pd entra nel vivo. Ieri, sono stati i rappresentanti della mozione Orlando ad incontrare gli iscritti nella sede provinciale di via Argentaria. E sono andati giù duro nei confronti di una visione del partito che “proprio democratica non appare”. A spiegare i motivi per cui “bisogna votare l'attuale ministro della Giustizia”, è stata anzitutto Annalisa Crupi, candidata nel Collegio Vibo-Reggio. “Non possiamo rimanere inerti – ha attaccato -dinanzi al quarto governo non eletto dai cittadini. Non possiamo far finta di nulla mentre l'antipolitica avanza e il 50% degli elettori non va più a votare”. Insomma, bisogna ritornare ad una concezione della politica che sappia “guardare oltre le scelte di austerità e i tagli lineari degli ultimi anni”. Perchè il Pd “a dieci anni dalla nascita, va a delinearsi sempre più – ha ammonito la Crupi - come un comitato elettorale. Per invertire la rotta – ha concluso la candidata – il tempo è breve. Nella consapevolezza che la libertà di espressione non ha prezzo”.


Parole che riflettono un clima da congresso sul quale “sembra calato il silenziatore” ha chiarito Giuseppe Terranova, coordinatore regionale della mozione Orlando. “Un congresso – ha tuonato – che deve uscire dai luoghi angusti e ristretti del nostro partito nel quale la vera scissione è quella avvenuta tra il Pd e la società italiana. Frattura che ha spalancato le porte al populismo”. Non meno duro, Fabio Guerriero, capolista nel collegio di Catanzaro e Crotone: “Serve un Pd – ha chiosato - meno verticistico, più inclusivo e riformista. Ed un governatore che non faccia venir meno l'azione del partito e mantenendo per sé le deleghe al Turismo, all'Agricoltura, ai Fondi Ue ed alla Forestazione”.