Rischio idrogeologico: all'Unical una giornata di studio
L'iniziativa dell'Accademia nazionale delle scienze si terrà sabato 8 aprile e vedrà impegnati esperti del settore. Tra gli invitati anche i presidenti delle Regioni Calabria, Basilicata e Molise
Una giornata di studio sul tema del rischio idrogeologico. È l’iniziativa dell’Accademia Nazionale delle Scienze che vedrà protagonista la Calabria, una delle regioni più colpite dagli effetti degli eventi naturali. Obiettivo primario la sensibilizzazione di tutte le componenti sociali verso questo tema. La giornata si svolgerà sotto l’ègida dell’Università della Calabria e della Sapienza di Roma, nonché con la collaborazione della Commissione Italia Sicura, che opera alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e vedrà impegnati relatori esperti nel settore e al tempo stesso profondi conoscitori della realtà calabrese. L’iniziativa fa parte di un più ampio programma che vede l’Accademia delle Scienze impegnata da anni nella diffusione della cultura scientifica, soprattutto a beneficio delle istituzioni locali. All’evento – che si terrà all’Unical sabato 8 aprile a partire dalle 9 del mattino (guarda il programma) – sono stati invitati i presidenti delle Regioni Calabria, Basilicata e Molise e i sindaci dei Comuni calabresi. È prevista l’assegnazione di crediti formativi ai professionisti iscritti agli Ordini regionali dei geologi e provinciali degli ingegneri.
I temi. Sotto la lente ci saranno gli effetti distruttivi degli eventi “idrogeologici” in Italia, con particolare attenzione a frane ed esondazioni. Effetti – si legge nella brochure – che assumono la dimensione di vere e proprie catastrofi a causa della mancata programmazione territoriale e di gestioni irresponsabili che hanno consentito un uso illegale del territorio. Comportamenti che la nostra regione ha pagato a caro prezzo, basti pensare, solo per citare gli eventi più recenti, ai nubifragi che l’estate scorsa hanno causato moltissimi danni nel territorio di Rossano e Corigliano prima e in quello della Locride poi, facendo anche vittime. Ma anche all’allagamento del grande sito archeologico di Sybaris. Accanto agli “eventi”, i fenomeni che di quegli stessi eventi sono causa ma che passano spesso sotto traccia: l’erosione delle coste, la disseminazione di discariche incontrollate o l’occupazione scriteriata delle golene fluviali, a cui va aggiunta l’insicurezza degli abitati e delle principali infrastrutture esposti ai rischi idrogeologici e sismici. Aspetti della gestione territoriale che testimoniano l’incapacità del nostro Paese di sviluppare la necessaria programmazione attraverso le attività di prevenzione e di mitigazione dei rischi naturali e che assumono una particolare valenza a livello locale diventando, di fatto, uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo socio-economico di alcune regioni e, in particolare, della Calabria.
