Straziante lutto nel Vibonese: commosso addio al brigadiere dei carabinieri (NOME e FOTO)
Pomeriggio i funerali: il silenzio rispettoso e le lacrime dei presenti hanno testimoniato quanto profondo fosse il solco lasciato dalla sua scomparsa
Ci sono uomini la cui vita non appartiene solo a loro stessi, ma si intreccia in modo indissolubile con quella di un’intera comunità. Gabriele Galati era uno di questi. Classe 1955, il brigadiere dei Carabinieri in congedo si è spento nel suo paese d'origine, lasciando un vuoto che attraversa le generazioni e unisce nel dolore chi ha conosciuto il militare coraggioso e chi ha collaborato con il cittadino esemplare.
L'ultimo abbraccio nella chiesa parrocchiale
Nel pomeriggio di oggi, la chiesa parrocchiale di Acquaro ha faticato a contenere la folla che ha voluto rendere l'estremo omaggio a Galati. In un clima di grande e palpabile commozione, tra familiari, amici e semplici cittadini, si sono svolti i funerali di un uomo che ha saputo farsi amare da tutti. Il silenzio rispettoso e le lacrime dei presenti hanno testimoniato quanto profondo fosse il solco lasciato dalla sua scomparsa.

Una vita al servizio della divisa e del borgo
Il percorso di Galati nell'Arma non è stato solo una carriera, ma una missione vissuta con abnegazione. Chi lo ha conosciuto in servizio ne ricorda la fermezza e il sangue freddo, doti messe alla prova in contesti difficili. Ma per Acquaro e per l'intero Vibonese, Gabriele Galati era molto più della sua divisa.
Una volta riposta l'uniforme nell'armadio, non ha mai smesso di "servire". È stato l'anima di ogni iniziativa che portasse vita e cultura nel paese: guida per i giovani e motore delle attività sportive locali, tra i principali promotori del Comitato festa, spinto da un legame profondo e viscerale con il patrono San Rocco, e un esempio di solidarietà, operando instancabilmente per rendere omaggio alle radici del suo borgo.
Il ricordo di un pilastro dell'identità locale
Oggi il Vibonese non piange solo un ex carabiniere o un grande sportivo, ma un pilastro della propria identità. Gabriele Galati ha saputo incarnare, fino all’ultimo respiro, i valori dell’amore per la propria terra. Mentre la bara lasciava la chiesa per l'ultimo viaggio, la sensazione condivisa è stata quella di aver perso un punto di riferimento insostituibile, un uomo che ha fatto del servizio agli altri la sua ragione di vita.
