"A due passi da me ma mai così lontani". Il post pubblicato nella serata di ieri da Eleonora Mirabello sintetizza in una sola frase il grande dolore della famiglia. Davide e Massimiliano, i due fratelli vibonesi uccisi a Dolianuova due mesi fa, sono tornati in Calabria. Non con i loro piedi ma chiusi un due bare. Nel loro ultimo viaggio che li ha portati a San Gregorio d'Ippona, la terra d'origine, dopo due voli aerei (Cagliari-Roma e Roma-Lamezia Terme), sono stati accompagnati da uno dei due legali di famiglia, l'avvocato Gianfranco Piscitelli dell'associazione "Penelope". Per l'emergenza coronavirus non è stato possibile fare altro e ad attendere le salme c’erano le sorelle Caterina, Eleonora, Maria Adelaide e Luana la compagna di Massimiliano. Tutte indossavano la maglietta con le foto dei fratelli e la scritta “Li batteremo noi per voi”.

L'ultimo viaggio. I funerali dei due giovani nel pomeriggio in forma privata nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19. “È stata come una staffetta d’amore: li ho presi qui a Cagliari e a Lamezia li hanno presi tra le loro braccia le sorelle, la compagna Luana, i cognati, i parenti stretti. Tutta la famiglia di Penelope - ha dichiarato l'avvocato Piscitelli mi ha tempestato di messaggi ed ha seguito con ansia l'intero viaggio. Ora possono finalmente riposare in pace”.
Per riportare in Calabria Davide e Massimiliano è stata organizzata una raccolta fondi che ha consentito di arrivare ai 10mila euro necessari al raggiungimento dell'obiettivo. Così i feretri dei due fratelli, uccisi e sepolti nelle campagne cagliaritane, sono arrivati a Lamezia Terme e da qui in auto a San Gregorio d'Ippona dove verranno tumulati nel cimitero locale.

L'inchiesta. Accusati di omicidio volontario, sono in cella l'allevatore e vicino di podere Joselito Marras, 52 anni, e suo figlio Michael di 27 (difesi dagli avvocati Maria Grazia Monni e Patrizio Rovelli). Dopo due settimane di custodia cautelare in carcere, il primo ha confessato, facendo ritrovare i corpi e cercando di scagionare il figlio. All'origine del duplice omicidio - secondo l'accusa - ci sarebbero attriti e tensioni tra vicini. Dei due fratelli si erano perse le tracce domenica 9 febbraio. Le forze dell’ordine sostengono che i due siano stati uccisi lo stesso giorno della scomparsa e i loro corpi occultati. Dopo brevi indagini gli inquirenti hanno arrestato Joselito e Michael Marras, ma il pm Gaetano Porcu ha chiamato in causa Stefano Mura, 42 anni, anche lui di Dolianova, dov’è conosciuto come Micheletto: l’accusa per lui è di favoreggiamento personale. “Ora loro riposeranno in pace ma la battaglia giudiziaria in loro nome - ha dichiarato l'avvocato Piscitelli - è solo agli inizi. Io e il collega Sorbilli faremo di tutto per far emergere la verità”. (m. f.)