'Ndrangheta, condannato a 12 anni di reclusione l'imprenditore Annunziata
Dodici anni di reclusione. Questo il verdetto emesso dal Tribunale di Palmi che ha condannato l'imprenditore Alfonso Annunziata, ritenuto legato alle più potenti cosche della 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Avvalorato l'impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e, in particolare, del sostituto procuratore Di Palma che al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna a 17 anni di carcere.
Secondo l'accusa Annunziata "non è un imprenditore vittima" ma, al contrario, "un soggetto intraneo" ai Piromalli che "si presta da oltre venti anni, volontariamente e consapevolmente, al perseguimento degli scopi imprenditoriali ed economici della predetta cosca". Per gli inquirenti Annunziata sarebbe stato un punto di riferimento fondamentale per le attività economiche della cosca Piromalli, svolgendo anche il ruolo di "garante ambientale" per gli imprenditori interessati a operare presso il centro commerciale "Annunziata Store" (un megastore a Gioia Tauro e uno store a Vibo Valentia), che a lui si rivolgevano nella consapevolezza del suo collegamento con il clan.
Assolti gli altri imputati finiti nel processo scaturito dalla cosiddetta operazione "Bucefalo". Sono tutti familiari di Annunziata per i quali il pm antimafia aveva chiesto condanne dai tre ai cinque anni di reclusione. I giudici hanno disposto la confisca di tutti i beni riconducibili ad Annunziata dissequestrando quelli degli altri imputati.
