Piscopio e Longobardi, due frazioni di Vibo Valentia, erano già state "chiuse" ieri sera un'ora prima del discorso alla nazione del presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Un'ordinanza del comune aveva infatti blindato i due paesi poichè una delle tre persone contagiate dal coronavirus (tutte facenti parte dello stesso nucleo familiare) si sarebbe recato a Longobardi interloquendo con decine di persone ad un funerale e stringendo la mano per le condoglianze.

Piscopio vuota. La popolosa frazione vibonese è vuota. Nessun negozio aperto nei vicoli del centro, solo una macelleria che però è vuota e aspetta solo di smaltire un pò di carne per abbassare la saracinesca nei prossimi giorni. In paese zero persone, si sentono solo piscopisani chiacchierare nelle proprie case. A Piscopio fino ad oggi pomeriggio si sono registrati tre casi di persone positive e tutti e tre fanno parte dello stesso nucleo familiare. Sono stati, inoltre, eseguiti 8 tamponi che hanno dato esito negativo. Ci sono, poi, 15 persone circa in quarantena che finora non hanno avuto alcun sintomo.

La "nonnina" Elisabetta non ha paura del coronavirus. Tra i pochissimi a farsi vedere a Piscopio oggi c'è una signora di 86 anni, Elisabetta. "Sono andata a zappare, non riesco a stare a casa tutto il giorno. Io non ho paura, quando ero giovane ho patito la fame. Non c’era da mangiare e ci davano un litro d’olio e cinque chili di olive a settimana. Io non credo a questa storia. Una volta non avevamo da mangiare e da bere, ma eravamo sani. Oggi abbiamo tutto, ma siamo sempre malati".