Maierato, contrada “Trovato”. E' qui che una strada da tempo si trova al centro di discussioni, liti e diatribe finite in denunce, diffide, interventi dei vigili del fuoco e che chiamano direttamente in causa anche il Comune. Una strada comunale che Gregorio Castellano, residente in località “Forno” (per raggiungere la sua residenza l'unica strada di accesso è quella di contrada Trovato), denuncia essere stata ristretta di ben cinque metri e di fatto “chiusa” da un vicino.

foto strada Maierato

A riprova di ciò, il signor Castellano elenca atti e fatti, come i verbali di intervento dei vigili del fuoco che, più volte, si sono recati sul posto per rimuovere i rami delle querce spezzati dal vento e finiti spesso anche sui fili della corrente elettrica. Situazioni di pericolo richiamate dai verbali di intervento dei vigili del fuoco dai quali si evince, soprattutto, che gli stessi vigili ritengono – mettendolo nero su bianco – la strada come <<stretta e tale da non consentire neppure il passaggio dell'autoscala dei Vdf”. Strada talmente ristretta rispetto all'originario percorso, che i vigili del fuoco hanno sottolineato nei verbali di non essere riusciti, più volte, a rimuovere tutti i rami di quercia caduti. Una situazione insostenibile, insomma, visto che la strada si immette poi sulla Provinciale ex 110 pur senza essere munita di alcuna segnaletica stradale e con il proprietario che ne impedirebbe la pulizia. Continue le lettere di denuncia di Gregorio Castellano rivolte direttamente anche al sindaco di Maierato, Sergio Rizzo ed agli uffici comunali.

Maierato 2

Uffici impegnati sin dal 2013 nella verifica dei confini della strada, anche con i rilievi topografici. Da allora, però, i disagi per i residenti – e soprattutto per il signor Castellano - non sono cessati. Manca infatti completamente la toponomastica e mancano tutte le insegne direzionali di competenza del Comune (con i problemi facilmente immaginabili per il ricevimento della posta o nel caso in cui sul posto debba recarsi un'ambulanza). Il tutto in attesa che almeno la giustizia – sinora, a quanto pare, molto lenta – faccia davvero “giustizia”. (g.b.)