"Stamane nei frigoriferi delle Asp erano conservati 68.106 dosi di vaccino (pari al 45% di quelli arrivati) che la struttura del Commissario e quella della sanità Calabrese non riesce a somministrate. Ora è vero che il dato è leggermente falsato dagli arrivi della settimana ma ieri la situazione non era nettamente migliore (una percentuale di utilizzo un po' oltre al 60% ) e siamo sempre ultimi a 22 punti di percentuale dalla Campania e sotto di 15/16 punti rispetto alla media nazionale". A scriverlo in una nota sono i Democratici riformisti che mettono benzina sul fuoco della difficile situazione sanitaria dopo i provvedimenti della magistratura.

"Nei giorni scorsi, inoltre, il Gip di Cosenza -scrivono - ha emesso un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici per quello che appare uno dei maggiori collaboratori del Commissario Longo, Antonio Belcastro. Ovviamente il provvedimento ha aumentato la confusione organizzativa di una macchina che non è mai partita ma la riflessione da fare non è solo questa. Belcastro rappresenta la continuità tra i vari governi regionali che non sono stati in grado di affrontare la questione sanità in Calabria e che mai hanno dato l’impressione di poter superare il Commissariamento".

"Quindi, al di là del procedimento penale per il quale attendiamo gli esiti ultimi, non vi è dubbio che Belcastro rappresenti il fallimento di una classe di burocrati che ha preceduto ed accompagnato il fallimento dei politici locali a nazionali sulla questione sanità. Se il Commissario Longo ha ritenuto di farne un suo collaboratore è evidente che il Prefetto Longo non ha capito niente e poiché continua a non capire è necessario che si dimetta o venga rimosso. Non si tratta di gradimento, ma i dati con cui si apre questa dichiarazione dimostrano una incapacità ad affrontare l’emergenza che oggi si misura con poche migliaia di vaccini alla settimana ma che domani, se il Governo riuscirà a superare l’impasse, dovrebbe riguardare decine di migliaia di vaccini".

E’ evidente che "l’ufficio del Commissario deve essere guidato da un gruppo di tecnici, manager e sanitari, che conosce il territorio e le falle del sistema Calabria e che hanno la capacità e l’autorevolezza di confrontarsi con il territorio per trovare soluzioni anche innovative, se non addirittura creative".

Il ministro Speranza "non ha dato una buona prova di sè in questa vicenda, ma vive a Roma. Sono le cosiddette classi dirigenti (parlamentari e consiglieri regionali) che non sono state in grado - concludono i democratici riformisti - di far sentire il punto di vista della Calabria perché era prevedibile che sostituire un Generale con un Questore/ Prefetto non avrebbe dato le garanzie per superare una situazione di pericolo immediato per la salute dei cittadini".