'Ndrangheta nel Vibonese, invocato l’ergastolo per due boss (NOMI e FOTO)
Si è aperta, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, la requisitoria della sostituta procuratrice generale Annamaria Frustaci, che rappresenta l’accusa nel filone sugli omicidi del maxi processo Rinascita-Scott. Al centro ci sono le posizioni di cinque imputati: Giuseppe Antonio Accorinti, 66 anni, di Zungri; Saverio Razionale, 65 anni, di San Gregorio d’Ippona; Maurizio Pantaleo Garisto, 42 anni, di Zungri; Antonio Vacatello, 61 anni, di Vibo Marina; e Valerio Navarra, 31 anni, di Pernocari.

La pubblica accusa ha chiesto di confermare integralmente le pene inflitte in primo grado nel novembre 2023. Ergastolo per Accorinti e Razionale, ritenuti i mandanti ed esecutori del duplice omicidio di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice, avvenuto nell’agosto 1996. Secondo le indagini, i due giovani furono attirati con un pretesto in un agguato mortale: Lo Giudice venne assassinato con un colpo alla testa e dato alle fiamme all’interno di un’auto, mentre Soriano subì torture prima di essere ucciso e smembrato con un trattore.

Per un altro episodio di violenza legato al contesto mafioso, il sequestro del vibonese Rocco Ursino, residente in Lombardia, i giudici di primo grado avevano condannato Vacatello a 30 anni, Garisto e Navarra a 20 anni ciascuno. Ursino fu rapito nel Milanese, picchiato e costretto a rientrare in Calabria per tentare di recuperare un presunto debito di 6.000 euro.
Il processo proseguirà il 23 settembre, quando saranno discusse le posizioni di Domenico Bonavota e Antonio Ierullo, già condannati rispettivamente all’ergastolo e a 30 anni per il duplice omicidio del 2002 in cui persero la vita Alfredo Cracolici, detto “Alfredo Palermo”, e Giovanni Furlano, uccisi in un agguato a colpi di kalashnikov e fucile a Vallelonga.
