Omicidio Bruzzese a Pesaro, Cafiero De Raho: "Passi avanti nelle indagini. Spero presto novità"
"Le indagini in corso sono molto intense e molto complesse, ma sono stati fatti passi avanti e spero che ci siano novità al più presto". In audizione in Commissione antimafia, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho parla dell'omicidio di Marcello Bruzzese, fratello di un pentito di 'ndrangheta. "Si tratta sicuramente di un omicidio dimostrativo della volontà di uccidere il familiare di un collaboratore di giustizia - ha sottolineato de Raho - Bruzzese si muoveva liberamente sul territorio, avrebbero potuto ucciderlo in un altro posto e in un altro momento e invece lo hanno fatto sotto casa sua, con 15 colpi, un modo plateale per lanciare un segnale che fosse chiaro a tutti".
Sistema protezione pentiti.Per De Raho il sistema di protezione dei collaboratori di giustizia andrebbe rivisto. "Lo sforzo del Servizio centrale di protezione va riconosciuto ma il sistema - ha dichiarato - non è più adatto al ruolo che deve ricoprire, non è più in grado di garantire al collaboratore di giustizia e ai suoi familiari tutto quello che si aspettano. E' un problema innanzitutto di risorse, al momento inadeguate - ha spiegato de Raho - si potrebbero coinvolgere di più le forze dell'ordine sul territorio ma a quel punto la riservatezza dell'identità delle persone inserite nel programma di protezione sarebbe almeno parzialmente compromessa".
L'esercito dei pentiti. I collaboratori di giustizia in Italia sono circa 1.200, i loro familiari 4.800, un totale di circa 6 mila persone. Un vero e proprio paesino con un numero di abitanti rilevante. "Bisogna - sottolinea - che i Nuclei di protezione possano contare su un numero di persone sufficienti a garantire verifiche frequenti e costanti, altrimenti faranno inevitabilmente delle scelte di priorità". Per Cafiero de Raho, i collaboratori di giustizia sono lo strumento principale attraverso il quale si combatte la criminalità organizzata: "Più prezioso delle stesse intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno costi elevatissimi: mafia, camorra e ndrangheta hanno il loro punto di forza nell'omertà e se tale omertà viene scardinata da elementi intranei all'organizzazione, quest'ultima comincerà ad accusare delle lesioni. Ma se passasse il messaggio che è facile raggiungere i collaboratori di giustizia, nessuno più collaborerebbe".
