Prosegue l’attività di prevenzione e controllo della Questura di Vibo Valentia nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi, attraverso l’applicazione delle misure previste dalla normativa vigente a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Tra i provvedimenti più rilevanti figura la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, disposta dal Tribunale di Catanzaro su proposta della Questura vibonese nei confronti di un 32enne ritenuto esponente di una locale di ‘ndrangheta attiva nel territorio. Il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza di elementi indiziari tali da farlo ritenere appartenente a una cosca radicata nel Vibonese, con ramificazioni anche fuori regione.

Con l’applicazione della misura, l’uomo dovrà rispettare specifiche prescrizioni, tra cui l’obbligo di rientro domiciliare nelle ore serali, il divieto di uscire prima delle 6 del mattino e l’obbligo di comunicare preventivamente alle autorità ogni eventuale allontanamento dal domicilio.

Nel quadro delle attività di prevenzione, la Questura di Vibo Valentia ha intensificato nel mese di maggio 2026 l’azione amministrativa attraverso l’emissione di numerose misure restrittive, istruite dalla Divisione Anticrimine.

In particolare, sono stati adottati 11 avvisi orali, di cui 7 su proposta dei Carabinieri; 6 proposte di sorveglianza speciale trasmesse al Tribunale di Catanzaro; un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Gerocarne nei confronti di un soggetto segnalato dai Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno per raccolta e trasporto illecito di rifiuti pericolosi senza autorizzazione.

A questi si aggiungono 3 ammonimenti per episodi di violenza domestica e 3 provvedimenti di DASPO nei confronti di soggetti responsabili di condotte violente nell’ambito di manifestazioni sportive.

L’attività rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione della Questura, finalizzato a ridurre le situazioni di rischio e a garantire maggiore sicurezza sul territorio provinciale, attraverso strumenti amministrativi che incidono sulla libertà di movimento e di condotta dei soggetti ritenuti pericolosi.