A quattro giorni dalla morte, avvenuta nel pieno centro di Vibo Valentia, la comunità si è stretta intorno alla bara dell'italo-americano originario del luogo

La comunità di Stefanaconi, piccolo centro alle porte di Vibo Valentia, si è stretta questo pomeriggio intorno alla salma di Nick Di Betta. Al cinquantasettenne, morto d'infarto nella più totale solitudine e rimasto per ore sull'asfalto senza che nessuno si prendesse cura di lui, è stato il suo paese natio a dare l'estremo saluto. Decisivo l'impegno di alcuni concittadini i quali, unitamente all'associazione Franza, molto attiva sul territorio, ed alle autorità istituzionali del luogo, in primis il sindaco Salvatore Di Sì, hanno deciso di rendere gli onori funebri allo sfortunato italo-americano che attendeva di rientrare negli Stati Uniti.
dibettaFondamentale anche la collaborazione del priore della confraternita del Carmelo, Paolo Bartalotta e del prof. Raffaele Arcella, che si è occupato il trasferimento della salma dopo aver preso contatti con il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa. Il resto è stato frutto della sensibilità di un popolo che non ha voluto voltare le spalle ad un "figlio" decisamente sfortunato, per decenni lontano dalla propria terra, dove per ironia della sorte,  è tornato  per morire in solitudine, "ramingo ed esule", seppure in suolo non straniero!

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