Francesco Toscano, candidato di Democrazia Sovrana e Popolare (Dsp) alla presidenza della Regione Calabria, rompe il silenzio e lancia un guanto di sfida ai suoi avversari politici. «Chiedo a Occhiuto e Tridico un confronto pubblico, diretto e senza filtri, sul tema dei rapporti tra ’ndrangheta, poteri occulti e apparati deviati», ha dichiarato, puntando l’attenzione su uno degli argomenti più assenti finora nella campagna elettorale.

Secondo Toscano, limitarsi a parlare di criminalità organizzata come se fosse un fenomeno separato dal contesto politico-istituzionale significa «restare prigionieri di un’analisi parziale». «Il vero nodo da affrontare – sostiene – è il sistema di potere trasversale che da decenni tiene in ostaggio la Calabria, intrecciando interessi mafiosi, massonici e istituzionali».

Il candidato richiama anche le inchieste giudiziarie sulle stragi degli anni ’90, sottolineando come in quelle pagine emergano «complicità a ogni livello». E accusa la politica di preferire «teatrini mediatici, consigli comunali simbolici o dichiarazioni d’effetto» piuttosto che misure concrete per scardinare i meccanismi di potere.

Non mancano le domande dirette agli avversari: «Quali risultati concreti ha prodotto la Commissione anti-’ndrangheta del Consiglio regionale? E quali impegni sono pronti ad assumersi Occhiuto e Tridico per spezzare davvero l’omertà che circonda i poteri occulti in Calabria?».

Toscano afferma di voler mettere la faccia in prima persona: «Io questa sfida la raccolgo e mi auguro che gli altri candidati non si tirino indietro. La Calabria ha bisogno di verità, non di slogan».