Presentato nella straordinaria cornice del castello napitino il libro di Caterina Malfarà Sacchini che ha provato a ricostruire una vicenda umana inserita in un preciso divenire storico

Weekend con il principe. Il racconto di un evento storico rievocato con l’emozione di un tempo. Libro intenso, per il ritmo della narrazione, la lucidità dell’impianto, la nobiltà delle conclusioni, ma anche per la capacità dell’autrice di illuminare le fredde ragioni storiche con l’amarissima e veritiera vicenda umana di Murat. A rievocarne la storia, Caterina Malfarà Sacchini, ieri sera a Pizzo Calabro. In sala, molte persone. Un pubblico nutrito che ha inteso rispondere all'invito della scrittrice e di quanti hanno inteso ridare centralità alla vicenda di vita di Gioacchino Murat. Tra questi Domenico Surace e il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo. Nella straordinaria cornice del Castello napitino, era presente pure l'associazione delle Guide turistiche regionali. Tutti  convinti di doverne saperne di più su questa vicenda interessante e, al contempo, ricca di misteri che sembra lontana nel tempo e nello spazio ma che invece ci riguarda tutti da vicino.

Murat e il Mezzogiorno. D'altronde questa iniziativa ha offerto non solo l’opportunità di conoscere la storia, più tragica che grande, di Gioacchino Murat, ma è divenuta anche la nostra storia, la storia del Sud, della Calabria, la storia d’Italia, la storia di tutti noi. Un racconto dal ritmo narrativo agile e leggero, schietto e genuino, alla portata di tutti, non indirizzato a un pubblico particolare ma destinato a tutti coloro che vogliono scoprire, attraverso le ricerche e le parole dell’autrice, la verità su quei tragici eventi. E ancora, la velleità propria di una guida turistica di riportare a tutti, colleghi, addetti ai lavori o semplici turisti, quello che ha scoperto di bello e interessante su un personaggio come Murat; un grande personaggio, un valente e ardimentoso generale, il più intrepido cavaliere delle battaglie napoleoniche, uno dei più ardenti e temerari eroi che la storia italiana ricordi.

Il personaggio. Un gigante, un maestoso guerriero, impetuoso, controverso e a volte trasgressivo. Il suo scavo storico si basa su testimonianze documentali, libera il tutto dalle interpretazioni strumentali, dai resoconti parigini, dai ritocchi, dagli aggiustamenti e dai pregiudizi, per poter esprimere una ricostruzione dei fatti e una loro valutazione serena e oggettiva. Ha scandagliato varie ipotesi, interpretazioni, deduzioni, che ricostruiscono per angolazioni diverse i giorni di Murat dalla sua nascita alla sua morte oscura, inaspettata e cruenta avvenuta a pizzo il 13 ottobre 1815.