La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha emesso una sentenza in merito all'omicidio di Rosario Mazza, avvenuto nella tranquilla frazione Piani del comune montano delle Serre vibonesi il 19 gennaio 2017. Cosimo Ciancio, 54 anni, e il figlio Giuseppe Ciancio, 26 anni, entrambi di Acquaro (Vibo Valentia), sono stati assolti dall'accusa di aver concorso nell'omicidio, per il quale era stato precedentemente condannato in via definitiva Alessandro Ciancio, rispettivamente figlio e fratello dei due imputati.

Nel maggio del 2022, Alessandro Ciancio era stato condannato definitivamente a 18 anni di carcere per l'omicidio di Mazza, mentre il processo contro suo padre e suo fratello aveva portato a una condanna in appello a 17 anni e 4 mesi per il padre e a 10 anni e 2 mesi per il figlio. Tuttavia, un successivo annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione ha riaperto il caso e ha portato alla recente assoluzione dei due congiunti.

Secondo la ricostruzione degli eventi, Rosario Mazza è stato ucciso a colpi di pistola calibro 6,35 in seguito a tensioni pregresse con Alessandro Ciancio. La sera dell'omicidio, un banale scontro in un bar è sfociato in una violenta lite, culminando nell'aggressione fatale. Gli investigatori hanno stabilito che Alessandro Ciancio, dopo l'alterco, è tornato a casa per prendere una pistola e ha aspettato Mazza lungo il corso del paese. All'arrivo della vittima, Alessandro ha fermato l'auto e ha fatto scendere i due occupanti, colpendo poi Mazza alla schiena mentre tentava di fuggire, risparmiando però la vita al fratello del giovane ucciso.

Nonostante la confessione di Alessandro Ciancio e la ricostruzione degli investigatori, la difesa di Cosimo e Giuseppe Ciancio ha sostenuto la loro estraneità all'omicidio. Gli avvocati Giovanni Vecchio, Bruno Ganino e Nico D’Ascola hanno lavorato instancabilmente per dimostrare l'assenza di prove concrete che collegassero i due imputati al delitto.