L’esposto alla Corte dei Conti di Stefano Luciano e Laura Pugliese, che tira in ballo la dirigente del Comune Adriana Teti e l’assessore al Bilancio di palazzo “Luigi Razza” non rimane inascoltato. E dopo la rivelazione dell’esposto da parte della Gazzetta del Sud, l'assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo, ha prontamente replicato. "Non credo che quello di cui ha bisogno il comune oggi – ha ammonito l’assessore Nardo - sia un esposto alla procura della Corte dei Conti
per un piano di riequilibrio che prende atto della massa passiva quantificata con la delibera del rendiconto 2018 da atti amministrativi antecedenti a questa amministrazione, la incrementa nella sua dimensione con l’approvazione del Piano del 5 agosto 2019 e si impegna a coprire prevalentemente nei prossimi tre anni, gli ulteriori disavanzi “latenti” risalenti ad epoche lontane".

A giudizio dell’assessore al Bilancio "forse si sta cercando di precostituire una responsabilità da far ricadere su questa amministrazione per allontanare lo sguardo dagli aspetti gravi emersi nelle controdeduzioni con la delibera approvata a dicembre 2020". Per Maria Teresa Nardo, "la Corte infatti utilizza il termine di disavanzi “inspiegabilmente” non finanziati provenienti dal passato". E’ noto, infatti, che "il disavanzo deve essere coperto nei tre anni di bilancio di previsione successivi al suo accertamento". E la Corte evidenzia delle criticità "risalenti al rendiconto 2015 e al suo riaccertamento straordinario dei residui deliberato nei primi mesi di quello stesso anno” oltre che "la mancata costituzione dal 2015 in poi del fondo contenzioso che, poi, proprio questa amministrazione ha concentrato gli sforzi per quantificarlo e inserirlo poiché non era presente nel passato nella massa passiva del Piano".

Da tecnico, Maria Teresa Nardo entra anche nel merito di alcune specifiche questioni. In particolare, quella legata all’igiene urbana, "le spese per maggiori costi dei servizi non nascono da una sottovalutazione dei capitoli", ma sono stati determinati, "da un adeguamento tariffario dei periodi 2016-2017 –chiarisce l’assessore - che la Regione ha quantificato e comunicato in ritardo al Comune e che quindi nel 2019 a bilancio e Tari approvata non poteva più essere inserito nel calcolo della tariffa generando automaticamente un debito fuori bilancio". Un ritardo che ha indotto il Comune ad entrare “in contenzioso con la Regione per aver subito un danno”. Contenzioso che ha visto il Comune soccombere, dal momento che non esiste “un danno grave” visto che il debito “può essere spalmato in 10 anni"..

Sotto la lente dell’assessore Nardo anche il piano di riequilibrio che la Corte dei Conti sta valutando e i debiti fuori bilancio "che –ha rammentato – si inviano alla Procura della Corte dei Conti". I documenti dell’Ente "sono già nelle mani di controllori competenti –ha reso noto l’esponente dell’esecutivo - non credo ci sia bisogno di suggeritori che siedono oggi così come nel passato al primo banco del consiglio comunale”. Ergo, “la valutazione del Piano farà il suo corso, la situazione è molto complessa e mai è stata sottaciuta. L’Amministrazione – ha chiosato Maria Teresa Nardo - non ha nulla da rimproverarsi".