Nel 2003 la tragedia: Francesco Cultrera morì schiacciato da una porta di calcio in ferro movibile mentre giocava nel campetto comunale di Filadelfia, nel Vibonese. Il ragazzo spirò sull'elisoccorso che lo stava trasportando all'ospedale di Catanzaro. Adesso, a distanza di 15 anni, i giudici della Corte d'Appello della  città capoluogo di regione hanno condannato il Comune di Filadelfia, rappresentato dal sindaco Maurizio De Nisi, a pagare alla famiglia, a titolo di risarcimento danni, la somma di 700 mila euro. I giudici hanno in parte accolto il ricorso presentato dall'ente, condannato in primo grado a 2,1 milioni di euro. Infatti, il Tribunale di primo grado competente (quello di Lamezia Terme) aveva accolto la richiesta dei parenti del ragazzo riconoscendo un pagamento per diritto ereditario pari a 1,4 milioni di euro. Più la richiesta per diritto proprio dei genitori e del fratello pari a 700 mila euro.  Somma, come detto, ora ridotta a 700mila euro totali.


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Il commento dell'amministrazione comunale. "Nella sentenza d’appello - viene spiegato dall’amministrazione comunale - i giudici del gravame hanno tenuto in considerazione i motivi a base dell’appello ed hanno rivalutato tutti gli elementi che hanno consentito alla stessa di ridurre, in maniera sostanziale, le somme che il Comune deve alla famiglia dello sfortunato ragazzo. In tale senso la condanna dello stesso ente al pagamento del solo danno iure proprio, ha rideterminato l’importo, già rivalutato e comprensivo di interessi, in 700mila euro, con una consistente riduzione pari al 50% anche delle spese processuali". L’amministrazione comunale, quindi,  nel ricordo affettuoso e rispettoso del dolore della famiglia Cultrera per la perdita di un figlio, sottolinea "la linearità dei comportamenti e delle responsabilità che anche in sede penale hanno dimostrato la estraneità degli organismi istituzionali nella causazione dell’evento mortale".