'Ndrangheta a Vibo, "il capo vendicativo e pericoloso" stimato anche dal potente boss (NOMI)
Vincenzo Barba, noto come "U musichieri", è stato condannato a 28 anni di carcere dai giudici della Corte nell’ambito del processo Rinascita Scott, una pena superiore di due anni rispetto ai 26 richiesti dall'accusa. La sentenza è stata emessa dal collegio giudicante composto da Brigida Cavasino, Germana Radice e Claudia Caputo, che hanno dichiarato di non avere dubbi sulla colpevolezza dell'imputato, grazie alle numerose prove raccolte e testimonianze dei collaboratori di giustizia.
Cinque collaboratori hanno fornito dettagli cruciali sulla figura di Barba, evidenziando il suo ruolo apicale nella struttura mafiosa. Andrea Mantella, uno dei principali testimoni, ha descritto Barba come "un capo vendicativo e pericoloso", che lo avrebbe costretto a commettere omicidi, tra cui quello di Filippo Gangitano, ucciso per la sua omosessualità. Tuttavia, Barba è stato assolto da questa accusa specifica.
Le dichiarazioni di Bartolomeo Arena, un altro collaboratore di giustizia, hanno rivelato ulteriori dettagli sugli anni successivi al 2011, inclusa la fusione tra i gruppi mafiosi Lo Bianco-Barba e Pardea-Ranisi nel 2013, e la successiva separazione nel 2016. Arena ha spiegato che Barba era stato nominato "Capo società" durante una riunione nel cimitero di Vibo, un evento che aveva reso felice anche Luigi Mancuso, figura di spicco della 'ndrangheta.
I giudici hanno trovato riscontri nelle indagini più recenti, confermando il ruolo di massimo rilievo di Barba all'interno del sodalizio mafioso. La sentenza di 28 anni di carcere per Barba si basa su un quadro probatorio esaustivo, che include conversazioni intercettate e testimonianze coerenti dei collaboratori di giustizia. Barba era già stato condannato in via definitiva nel processo "Nuova Alba", ma la sua attività criminale è proseguita anche oltre il periodo coperto dalla precedente condanna.
