'Ndrangheta e politica, scacco alle cosche in Liguria: arresti e sequestri
Le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di rifiuti e droga, usura, riciclaggio e intestazione fittizia di beni
La Polizia sta eseguendo una serie di arresti e perquisizioni in provincia di Genova disposti dalla Dda nei confronti di una serie di soggetti da anni residenti in Liguria e ritenuti appartenenti alla 'ndrangheta. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di rifiuti e droga, usura, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Nel corso delle indagini gli uomini della Squadra mobile di Genova e del Servizio centrale operativo hanno sequestrato armi e munizioni.
L'operazione. Sequestrati diversi beni mobili, immobili, depositi bancari e società per un valore complessivo di circa due milioni, nella disponibilità di presunti affiliati alla 'ndrina Roda-Casile di Condofuri (Reggio Calabria). Sono inoltre stati sequestrati il sito di stoccaggio dei rifiuti di Lavagna (Genova), gestito dalla famiglia Nucera, e bar e chioschi gestiti da soggetti vicini agli arrestati, per irregolarità amministrative.
Le ipotesi investigative. Secondo gli inquirenti, i componenti della famiglia Nucera sarebbero a capo della struttura della 'ndrangheta che opera nel levante ligure. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno accertato una serie di gravi violazioni della normativa ambientale: falsificando i documenti, gli appartenenti all'organizzazione avrebbero sversato in discarica grossi quantitativi di rifiuti pericolosi.
La politica. Tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Dda di Genova contro il traffico illecito di rifiuti gestito da presunti appartenenti alla 'ndrangheta anche il vicesindaco di Lavagna Luigi Barbieri, con delega su Ambiente, Edilizia Privata, Urbanistica e Rosario Lobascio, dimessosi in aprile dall'incarico di assessore alla Viabilità. Indagato anche l'ex consigliere regionale Giovanni Boitano, ex assessore ai lavori pubblici della giunta di Claudio Burlando. I tre sono indagati per abuso d'ufficio. Secondo l'accusa i politici si sarebbero sdebitati del appoggio elettorale ricevuto attraverso una serie di abusi d'ufficio.
Il punto. Tra le otto persone arrestate a Lavagna, le cinque condotte in carcere sono i componenti di due famiglie. Si tratta dei fratelli Paolo, Antonio e Francesco Nucera, e dei fratelli Francesco Antonio e Antonio Rodà. Le tre persone ai domiciliari sono politici: Gabriella Mondello, Giuseppe Sanguineti e Massimo Talerico. Due persone hanno l'obbligo di residenza: Giovanni Nucera di Antonio e Massimiliano Arco. Gli indagati sono in tutto 23.
