Il clan dei Piscopisani ha tentato di espandersi in tutta Italia, stabilendo ramificazioni in Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia, e cercando di sostituire i Mancuso a Vibo Valentia. Le sentenze d’appello, sia abbreviate che ordinarie, hanno portato a quasi 300 anni di carcere per circa 31 imputati, tra cui Rosario Fiorillo (19 anni), Sacha Fortuna (17 anni), Michele Fiorillo (12 anni) e Rosario Battaglia (28 anni e 3 mesi). Queste condanne fanno parte del processo "Rimpiazzo", che si aggiunge ad altre operazioni come Minotauro e Crimine.

La storia dei Piscopisani è segnata da violente faide, soprattutto contro il clan Patania, alleato dei Mancuso. Fortunato Patania, capo dei Patania, è stato ucciso nel 2011, e per il suo omicidio sono stati condannati Rosario Battaglia, Rosario Fiorillo e Francesco La Bella. La faida, diretta dai Mancuso per contrastare il gruppo di Piscopio guidato da Francesco Scrugli e Andrea Mantella, ha causato numerosi omicidi tra il 2011 e il 2012, inclusa l'uccisione di Davide Fortuna sulla spiaggia di Bivona.

Il conflitto ha visto coinvolti i Piscopisani e i Tripodi contro i Mancuso e i Patania. L'omicidio di Michele Mario Fiorillo nel 2011, ordinato da Fortunato Patania, ha scatenato una vendetta rapida che ha portato alla morte dello stesso Patania. Tra i sopravvissuti alla faida c'è Raffaele Moscato, che è diventato collaboratore di giustizia. Il suo pentimento, insieme a quello di Emanuele Mancuso, ha dato un contributo cruciale alle operazioni delle forze dell'ordine, culminate nell'operazione Rimpiazzo del 2019, che ha portato all’arresto di 31 persone tra Vibo e Bologna. Moscato ha motivato il suo pentimento dicendo di non sentirsi più parte di quella vita violenta.