Tutto in discussione. Anche in Calabria, pure a Vibo Valentia dove il Piano di Dimensionamento scolastico ha suscitato polemiche e proteste.
Il presidente Vincenzo De Luca ha vinto la prima battaglia, il Tar ha accolto il ricorso della Regione Campania contro i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e ha sospeso l’efficacia del Decreto interministeriale n. 127 del 30 giugno 2023 quello che - per essere chiari - impone i tagli e che, per quanto riguarda la Calabria, riconosce alla nostra regione 281 autonomie scolastiche, 79 in meno rispetto alle 360 dell’anno precedente. Quindi, 11 da sopprimere in provincia di Vibo Valentia. 14 a Catanzaro, 17 a Reggio Calabria, 8 a Crotone e 29 a Cosenza.

Sia chiaro: il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale rappresenta soltanto il primo atto, ma l’impressione dei giuristi è che anche la Corte Costituzionale condividerà i rilievi mossi dalla Regione, con conseguente annullamento per illegittimità costituzionale ed in violazione dell’art. 117, comma 3, della Costituzione, in quanto la rete scolastica e il dimensionamento degli istituti sono riconducibile alla competenza concorrente in materia di istruzione e che quindi c’e una «chiara lesione delle attribuzioni regionali».

«L'accoglimento del nostro ricorso – ha dichiarato il presidente De Luca - ferma la scellerata decisione del Governo di tagliare scuole, risorse e personale scolastico. Avevamo rilevato nei mesi passati l'assurdità del ridimensionamento delle attività scolastiche, soprattutto nel momento in cui diventa ancora più necessaria un'attività educativa e di cura dei ragazzi, soprattutto nei quartieri più a rischio. Il Tar ha deciso la sospensione del provvedimento del Governo ed è una decisione importante, che ci incoraggia a proseguire la nostra battaglia fino alla sua conclusione positiva». Immediata la risposta del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. «L’ordinanza odierna del Tar Campania che sospende l’applicazione del dimensionamento sarà impugnata - ha detto -. Siamo già al lavoro con l’Avvocatura Generale dello Stato, pur nel rispetto che si deve ad ogni pronuncia giurisdizionale, non può ritenersi condivisibile che il Tar Campania si sia dichiarato competente su un decreto, adottato di concerto tra due ministeri, con i criteri per la definizione dell’organico dei dirigenti scolastici sul territorio nazionale».